L’uomo, capolavoro di Dio

L’origine della specie o una specie originale?

A febbraio, anche in Italia, si è dato il via ai “Darwin day”, le celebrazioni per commemorare i 200 anni dalla nascita di Charles Darwin e i 150 anni dalla pubblicazione del suo libro: “L’origine delle specie”.

Ma chi era Charles Darwin?

Se studiassimo la sua vita ci troveremmo davanti ad un uomo che scappava da Dio. Cresciuto in una famiglia borghese, ricevette un’educazione cristiana. Suo padre voleva che studiasse per diventare medico, quindi lo iscrisse all’università di Edimburgo; ma come studente era molto svogliato e indolente, anche a causa della disponibilità di denaro che aveva, per cui non riuscì a superare gli esami e dovette tornare a casa. In quei tempi era consuetudine che chiunque non riuscisse negli studi intraprendesse la carriera di ministro nella chiesa anglicana. Egual sorte toccò anche a Charles: si ritrovò a studiare teologia a Cambridge.

Ma Darwin era un donnaiolo e giocava d’azzardo e, non riuscì nemmeno in teologia anzi, alla fine del suo corso di studi, Charles, non credeva più nell’Antico Testamento, anche se diceva di continuare a prestare fede nel Nuovo Testamento. Questa sua posizione lo porterà presto lontano da Dio.

Un giorno Darwin sentì parlare di una nave che faceva il giro del mondo per studi naturalistici, e così decise di imbarcarsi sulla HMS Beagle. Viaggiò intorno al mondo per cinque anni e raccolse una grandissima quantità di dati e materiali, compiendo interessanti esperienze.

Nel 1859 Darwin pubblicò il libro: “L’Origine delle Specie”. Il successo fu immediato: le teorie in esso esposte, nonostante la loro originalità ed audacia, incontrarono il favore di biologi, naturalisti, filosofi, uomini di cultura in generale. Le ragioni del successo erano da ricercare, oltre che nell’indubbia capacità di Darwin di relazionare sulla sua attività di naturalista, nel clima culturale generale creatosi in Europa già alla fine del Settecento.

L’Illuminismo aveva segnato il trionfo della “dea Ragione”: tutto ciò che non poteva essere dimostrato o spiegato razionalmente non era degno di fede; qualcuno affermò che era stata decretata la “morte di Dio”.

Darwin elaborò una propria teoria sull’origine delle specie animali e vegetali, che poi estese

anche all’uomo. Introdusse il rivoluzionario concetto che poche forme di vita (o addirittura una sola) si sarebbero poi evolute in forme sempre più complesse e perfezionate mediante schemi meramente casuali, grazie alla selezione naturale nella lotta per la sopravvivenza.

In sostanza, riscontrando delle notevoli varianti nell’ambito delle stesse specie, egli ipotizzò che solo la forma più vantaggiosa in rapporto all’ambiente in cui vive ha maggiori possibilità di riprodursi e quindi perpetuare i propri caratteri genetici (considerati come vantaggiosi alla propria esistenza) che produrrebbero individui sempre più specializzati e meglio adattati all’ambiente.

Da allora l’umanità ebbe una forte spinta ad indirizzare la propria fede nell’uomo anziché in Dio, e nacque così l’umanesimo. L’effetto di tale spostamento fu inverso a quello sperato, infatti, anziché avanzare verso una società più umana, il cammino fu verso una società più brutale.

Oggi il progresso della scienza nei vari campi (biologia, genetica, embriologia, paleontologia, biochimica, ecc.) ha consegnato in mano agli studiosi una mole immensa di dati e la teoria dell’evoluzionismo, così come era stata originariamente enunciata da Darwin, è stata profondamente modificata per renderla coerente con i dati scientifici oggi in nostro possesso.

Alla Parola

Alla luce della Parola di Dio è possibile accettare una tale teoria?

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