Paura, io?

Paura: chi non ha mai avvertito questo sentimento nel corso della sua vita?

Tutti gli uomini vengono al mondo con la paura, basti pensare che la nascita di un bambino è sempre accompagnata dal pianto, il quale, oltre ad attivare il sistema respiratorio, testimonia la paura del neonato nel passare da un mondo buio, ovattato e protetto, ad uno rumoroso e particolarmente luminoso. Anche la crescita sarà spesso caratterizzata dalla paura: un rumore improvviso, l’incertezza dei primi passi, le prime cadute, i primi rimproveri, la paura di essere interrogato, la paura di un esame, la paura di perdere un’amicizia o di innamorarsi della persona sbagliata, la paura di un incidente, di un terremoto, di un male incurabile… Molte di queste col tempo saranno rimosse naturalmente, ma esistono paure che lasciano un solco profondo nella vita dell’uomo, paure difficili da raccontare e da condividere, le quali, proprio per questo, alloggiano indisturbate nel cuore e nella mente di talune persone.

UNIVERSALITÀ DELLA PAURA

Un moderno dizionario dà la seguente definizione di paura: “Stato d’animo costituito da inquietudine e grave turbamento che si prova al pensiero o alla presenza di un pericolo vero o apparente”. Ogni uomo è soggetto a qualche genere di paura; almeno una vola nella vita teme di ammalarsi, di perdere il posto di lavoro, di assistere alla disgregazione della propria famiglia o ha paura della morte. Dobbiamo altresi’ riconoscere e confessare che a volte abbiamo paura persino di noi stessi. E’ importante capire che la nostra paura proviene da una sorgente molto lontana. Capirlo e’ essenziale, perche’ puo’ aiutarci a diventare delle persone nuove e senza paura.

Al principio Dio creò l’uomo a Sua immagine e lo creò in modo che potesse avere una relazione intima con Lui. Dio incontrava l’uomo la sera nel meraviglioso giardino che aveva piantato per lui, affinché lo abitasse e fosse felice. Il Signore aveva dato all’uomo una compagna e aveva messo a loro disposizione ogni frutto, eccetto quello dell’albero della conoscenza del bene e del male. Adamo e Eva, però, disubbidirono a Dio e mangiarono il frutto proibito. Quando Dio li chiamò, come faceva di solito, i due ebbero paura e si nascosero. Adamo disse a Dio: “Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perche’ ero nudo, e mi sono nascosto” (Genesi 3:10). Fino ad allora, non avevano mai avuto paura. Non avevano paura della notte quando calava nel giardino, non avevano paura degli animali che vivevano accanto a loro, non avevano paura di Dio. Il loro peccato determino’ la paura e, da quel giorno, il peccato si e’ esteso a tutti gli uomini e con esso e’ nata la paura.

E’ così che l’angoscia ha sempre accompagnato l’umanità.

L’uomo moderno è pauroso quanto i suoi antenati. A questo riguardo, non vi è alcuna differenza fra l’uomo primitivo e l’uomo civilizzato, fra l’adulto ed il bambino.
Per quanto certuni rifiutino di ammetterlo, tutti sono in preda alla paura che si esprime in maniere diverse e con nomi diversi, come depressione o disperazione.
Moderni psichiatri riconoscono che una delle cause più comuni di taluni disturbi mentali è la paura e lo conferma l’enorme consumo di farmaci legati alla depressione e all’ansietà.

Quante persone restano rintanate in casa per paura dell’imponderabile?

La loro abitazione presto o tardi diverrà per loro una prigione, dalla quale usciranno con grande difficoltà.

IL CREDENTE E LA PAURA

“Quando il faraone si avvicinò, i figli d’Israele alzarono gli occhi; ed ecco, gli Egiziani marciavano alle loro spalle. Allora i figli d’Israele ebbero una gran paura… E Mosè disse al popolo: «Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore compirà oggi per voi” (Esodo 14:10,14).
Israele, guidato da Mosè, è uscito dall’Egitto, ma il Faraone, con seicento carri, è alle sue spalle, pronto a riportarlo in Egitto per schiavizzarlo nuovamente.

Tutto il popolo è giunto in una località chiamata Pi-Achirot, che sembra essere una terribile trappola: di fronte il Mar Rosso, attorno le montagne ed alle spalle gli egiziani che avanzano. Tutto il popolo ha una grande paura.

Molte volte anche il credente si trova in simili circostanze.

I monti dei problemi riducono la sua visione, il mare delle difficoltà è di fronte a lui e l’eservito delle preoccupazioni è alle sue spalle. Ecco allora che la paura cerca di occupare il cuore.

Anche i discepoli ebbero una grande paura: “La barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Ma alla quarta vigilia della notte Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «E’ un fantasma!» E dalla paura gridarono. Ma subito Gesù parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»” (Matteo 14:26-28).
I discepoli furono incoraggiati dalle parole di Gesù a restare tranquilli e sereni, infatti di li’ a poco la tempesta sarebbe stata sedata.
Israele vide il Mar Rosso aprirsi e pote’ passare a piedi asciutti all’altra riva, per poi vedere le stesse acque richiudersi al passaggio degli egiziani.

Questi due avvenimenti ci ricordano che, quando nel nostro cuore si affaccia la paura, Dio e’ l’unico in grado di scacciarla.

LA RICETTA CONTRO LA PAURA

Qualcuno ha rilevato l’esistenza di due soli sentimenti: l’amore e la paura; di due sole lingue: l’amore e la paura; due sole motivazioni, due sole procedure, due soli quadri di riferimento, due soli risultati: l’amore e la paura.

Non afferma che la paura è l’opposto dell’amore, ma parla di ciò che motiva la nostra vita di ogni giorno.
L’apostolo Giovanni scrive al capitolo 4 della sua prima lettera: “L’amore caccia via la paura”.

Notate che egli non dice come la risposta alla paura sia avere più coraggio: questa potrebbe essere la nostra risposta umana. Per affrontare le tante paure, occorre cambiare il proprio punto focale.

Solo Dio, la presenza di Dio, l’amore di Dio, cacciano via la paura: “Il Signore è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? Il Signore è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura? …Se un esercito si accampasse contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; se infuriasse la battaglia contro di me, anche allora sarei fiducioso” (Salmo 27:1,3).

Gesu’ ha promesso la Sua pace, grazie alla quale la paura non attecchisce nel cuore dell’uomo: “Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti”.

“A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida. Confidate per sempre nel Signore, perché il Signore, sì il Signore è la roccia dei secoli” (Giovanni 14:17; Isaia 26:3,4).”

Qualcuno un giorno ha detto: “Quando la paura bussa al tuo cuore, lascia rispondere la fede e, una volta aperta la porta, non troverai nessuno.”

Le paure che attanagliano la tua vita possono essere vinte se solo ti arrendi nelle mani di Dio: “Nel giorno della paura, io confido in te” (Salmo 56:3).

Fonte: Giovanbattista Bondesan – assembleedidio.org

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