Lettera a Diogneto

Lo scritto non era conosciuto fino al XV secolo. Attorno al 1436 Tommaso d’Arezzo, un giovane chierico latino che era a Costantinopoli per studiare il greco trovò per caso, tra la carta usata da un pescivendolo per avvolgere il pesce, un manoscritto. Eccone il contenuto che ci fa ricordare il cuore, la vita, la propensione di un VERO CRISTIANO.

Sono uomini come tutti gli altri

“I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per la lingua che parlano, né per il modo di vestire. Non si isolano nelle loro città, non usano un linguaggio particolare, né conducono uno speciale genere di vita.

La loro dottrina non è conquista di genio irrequieto di uomini indagatori, né professano, come fanno alcuni, un sistema filosofico umano. Abitano in città greche o barbare (straniere), come a ciascuno é toccato in sorte, e adattandosi alle tradizioni locali nel vestire, nel cibo e in tutto il resto del vivere, danno esempio di una loro forma di vita sociale meravigliosa, che, a confessione di tutti, ha dell’incredibile”.

Dimorano sulla terra, ma sono cittadini del Cielo

“Abitano nella propria patria, ma come gente straniera. Partecipano a tutti i doveri come cittadini, ma sono trattati come stranieri. Ogni terra straniera è per loro patria e ogni patria è terra straniera. Si spostano come tutti e generano figli, ma non espongono i neonati. Hanno in comune la mensa, ma non il letto. Vivono nella carne, ma non secondo la carne (2 Cor 10,3; Rom 8,12-15). Passano la loro vita sulla terra, ma sono cittadini del cielo.

Obbediscono alle leggi stabilite, ma con il loro tenore di vita superano le leggi. Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Non sono conosciuti e sono condannati. Si dà loro la morte, ed essi ne ricevono vita. Sono poveri, ma fanno ricchi molti (2 Cor 6,9-10). Sono privi di tutto, ma di tutto abbondano. Sono disprezzati, ma nel disprezzo trovano gloria davanti a Dio. Si oltraggia il loro onore e si aggiunge testimonianza alla loro innocenza.

Insultati, benedicono ( 1 Cor 4,12).

Si insolentisce contro di loro, ed essi trattano con riverenza. Fanno del bene e sono puniti come malfattori. E puniti godono, quasi si dia loro vita. I giudei fanno loro guerra come razza straniera. I Greci li perseguitano, ma coloro che li odiano non sanno dire il motivo del loro odio”.

Sono nel mondo come l’anima nel corpo

“Per dirla in una parola, i cristiani sono nel mondo ciò che l’anima è nel corpo. Come l’anima è diffusa in tutte le parti del corpo, così i cristiani sono disseminati nelle varie città del mondo. L’anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo: anche i cristiani abitano nel mondo, ma non provengono dal mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile; anche i cristiani si sa che sono nel mondo, ma la loro pietà rimane invisibile.

Come la carne odia l’anima e le fa guerra, senza aver ricevuto alcuna offesa, ma solo perché le proibisce di godere dei piaceri: anche il mondo odia i cristiani che non gli hanno fatto alcun torto, solo perché si oppongono ad un sistema di vita fondato sul piacere.

L’anima ama la carne, che l’ odia, e le membra: anche i cristiani amano coloro che li odiano. L’anima è racchiusa nel corpo, ma essa stessa sostiene il corpo; anche i cristiani sono trattenuti nel mondo come in una prigione, ma essi stessi sostengono il mondo. L’anima immortale abita in una tenda mortale, anche i cristiani dimorano come pellegrini tra le cose che si corrompono, in attesa dell’incorruttibilità dei cieli.

Mortificandosi nei cibi e nelle bevande, l’anima si fa migliore; anche i cristiani, puniti, si moltiplicano di giorno in giorno. Dio ha assegnato loro un posto così sublime, che non debbono assolutamente abbandonare”.

Tratto dal sito catacombe.roma.it/it/persecuzioni.html

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