Giovani di cinquanta nazioni uniti in preghiera

VERONA – Varie parti del mondo, una la preghiera, per lo stesso motivo: sostenere i giovani della Chiesa perseguitata.

Anche quest’anno milioni di giovani cristiani da venerdì 4 a domenica 6 marzo in più di 50 paesi daranno vita a riunioni di preghiera per chi, della loro generazione, appartiene alla Chiesa perseguitata.

L’iniziativa nasce da Underground, la sezione giovanile di Porte Aperte, organizzazione internazionale evangelica impegnata a soccorrere i cristiani perseguitati. È chiamata Shockwave, «l’onda di preghiera – spiega Porte Aperte – che scuote da anni il mondo».

«A sopportare il peso della persecuzione nei paesi dove la fede costa di più, sono anche e soprattutto i giovani. Sono paesi in cui l’attesa di vita è generalmente più bassa e dove trovarsi a dirigere un gruppo di giovani, una riunione di preghiera o addirittura una chiesa a vent’anni non è poi così anomalo, anche se attorno regna l’ostilità, l’odio, la violenza, in una parola, la persecuzione».

«Sapere che negli stessi momenti in molti paesi del mondo, milioni di giovani sono uniti per lo stesso scopo è un incoraggiamento forte sia per chi soffre sia per i nostri ragazzi, per sentirsi parte integrante di una famiglia che abbraccia davvero tutto questo pianeta, di un corpo, quello di Cristo, che è connesso grazie alla stessa fede nel nostro Signore Gesù».

Nel sito di PA, alle pagine di Underground, sono già disponibili materiali informativi e anche suggerimenti utili per organizzare gli incontri.

Per maggiori informazioni:
http://www.porteaperteitalia.org/index.php?underground

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