Il diavolo non ti impedirà di vivere una religione

UN APPELLO

Questo modesto scritto è venuto alla luce durante le festività di fine d’anno, quindi durante i giorni di clamore, di movimento, di luci, di suoni che rappresentano quella cornice di solennità religiosa capace di suscitare la poesia di un giorno.

È uno spettacolo vivamente profano che si estrinseca più in motivi paganeggianti che non in elementi cristiani: è una classica manifestazione della “RELIGIONE DEL MONDO”. Purtroppo, durante questi giorni abbiamo di nuovo avuta la possibilità di constatare i successi di faraone sopra il popolo eletto che in una misura crescente sembra accettare le alettanti offerte del paese d’Egitto.

Durante i giorni del “risveglio” queste festività erano ignorate dal popolo di Dio o se erano ricordate, lo erano soltanto per sottolineare e vivere il significato profondo, il significato spirituale di esse. La chiesa ed il mondo non potevano avere una relazione ed una comunione attraverso quelle che sono soltanto profanazioni delle solennità ricordate.

Oggi i cristiani si sono messi “al passo col mondo”, e la celebrazione del Natale e delle altre festività che lo contornono ha acquistato un carattere identico a quello del “presente secolo”. In molti casi anzi l’associazione è perfetta perché i cristiani giungono a dividere la baldoria di questi giorni assieme ai loro congiunti inconvertiti.

Ecco i “presepi”, gli “alberi illuminati” carichi di motivi ornamentali, ecco la “festa dell’albero” e la “recita di natale”, ecco la tombolata, i giuochi d’azzardo, ecco il rumore, la confusione e le risate chiassose, le veglie, i banchetti disordinati, le ebbrezze… ecco tutto quello che un giorno era stato respinto ritornare trionfalmente nel mezzo di un popolo che vuole essere religioso, che vuole essere pentecostale, ma… non vuole rinunciare totalmente alle offerte piacevoli di un cortese faraone che gli offre una “religione addomesticata”.

Fonte: Roberto Bracco – amaliadiletti.com

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