Il diavolo non ti impedirà di vivere una religione

Il faraone era un “nemico vinto” eppure non era un “nemico convinto”. La potenza dell’Iddio di Israele si era abbattuta sopra di lui in giudizio eppure egli continuava a sperare di poter trattenere il popolo d’Israele. Forse Faraone si sentiva anche vinto da Dio, ma non era convinto che Israele sarebbe riuscito a sfuggire al suo potere e per questa ragione fino all’ultimo ed anche dopo egli cercò, ma invano, di mantenere il suo dominio sopra i figli della redenzione. Il potente monarca d’Egitto sapeva usare minacce e poteva usare forza, ma per cercare di trattenere il popolo del Signore egli usò, assieme a queste cose, il proprio accorgimento diplomatico e la propria astuzia.

Il dominatore crudele e prepotente giunse fino al punto di dichiararsi tollerante, anzi favorevole alla religione degli Israeliti a condizione, naturalmente, che questi avessero rinunciato al pensiero della libertà. Su questo piano faraone esercitò la sottile ed insidiosa arte diplomatica accordando concessioni che mentre sembravano favorire il culto a Dio, cioè la religione, sostanzialmente la impedivano ostacolando il piano di libertà che Dio aveva preparato per il Suo popolo.

Nel potente oppressore percorso da Dio e che continua ugualmente a levare il suo pugno contro Dio possiamo facilmente individuare il simbolo del diavolo, cioè del potente avversario che è stato già vinto al calvario, ma che ancora non è CONVINTO di dovere perdere un popolo redento dall’Eterno.

Forse anche il diavolo si sente vinto dalla potenza di Dio, ma non è convinto di dover rinunciare alla lotta perché spera che la “nostra debolezza” possa essere sopraffatta dal suo furore o dalle sue astuzie. Comunque, una cosa è certa: egli continua a combattere e proprio come Faraone cerca di mantenere il suo dominio offrendo “UNA RELIGIONE” in cambio della libertà. Il nemico infernale è disposto a farci avere una “RELIGIONE”, anzi è pronto ad offrircene egli stesso una tagliata e cucita secondo un modello concepito negli antri tenebrosi dell’errore, ma non è favorevole a farci godere la “REDENZIONE” che ci è stata portata da Gesù Cristo.

È stato detto che la religione non salva e questa frase che scandalizza molti ha un valore particolare in riferimento al nostro soggetto: se la “religione” non è una stessa cosa con la “redenzione” serve soltanto ad illudere e a far precipitare nell’abisso della perdizione.

Appartenere ad una comunità o ad una denominazione; possedere un nome od un credo; esercitare delle formalità liturgiche, devozionali, ecclesiastiche non giova all’anima se l’anima non è redenta e non vive sotto il sangue del Calvario.

Il diavolo sa bene tutto ciò ed è per questo che non ostacola nessuno che voglia soltanto una religione e quasi quasi si può pensare che molte fra le moltissime religioni che esistono nel mondo rappresentano merce che viene direttamente dall’inferno. Infatti non sono rari coloro che dicono: “tutte le religioni sono buone”; questi sono gli abituali clienti del diavolo che li favorisce arricchendo il mercato di articoli per tutti i gusti e per tutte le esigenze: c’è la religione per il superbo, la religione per l’avaro, forse anche la religione per il miscredente.

Il diavolo non v’impedirà mai di avere una religione, ma vi contrasterà sempre per farvi perdere la redenzione, perché la religione può essere soltanto una “FORMA DI PIETA’” ma la redenzione è la “libertà”.

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