Abusi domestici, “rompere il silenzio”

MILANO – “Dare voce a chi non ha voce – Rompere il silenzio”, giornata dedicata alle donne vittime di violenze domestiche, con un concorso internazionale di cortometraggi, tavole rotonde, serata di gala e premiazioni si svolge sabato 5 marzo presso lo Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto, 2) di Milano.

La giornata si tiene a latere e in chiusura del 4° Sabaoth International Film Festival (le proiezioni del festival sono in corso all’Apollo Spazio Cinema fino al 4 marzo) ed è realizzata con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano e il patrocinio del Comune di Milano, settore Cultura e della Provincia di Biella, assessorato alle Pari Opportunità.

Alle tavole rotonde prendono parte esperti del settore (psicologi, avvocati, rappresentati di forze dell’ordine e di associazioni), mentre i cortometraggi presentati sono quelli che hanno partecipato al concorso speciale dedicato al tema della violenza domestica, oltre al fuori concorso “Valeria” di Alessio Rupalti.

Durante la serata di gala verranno premiati con gli “Adam Award”, gli Oscar del cinema cristiano, i film vincitori del 4° Sabaoth Film Festival e i tre migliori cortometraggi del concorso speciale. In chiusura l’attesa proiezione in “esclusiva europea” del documentario “Sin by Silence”, che racconta, attraverso gli occhi di donne che sono arrivate ad uccidere i propri abusatori, come sia possibile ricostruirsi una vita anche all’interno di un carcere.

Programma Sabaoth Film Festival scaricabile: sabaothfilmfestival.com

Ci sarà anche la proiezione del documentario in prima visione europea:
“Sin by silence (Il peccato del silenzio)”: dietro le mura di un carcere, la vita di donne che sono passate attraverso le peggiori violenze domestiche, fino ad uccidere i loro abusatori. Riunite dal 1989 nell’associazione CWAA (Donne Incriminate contro l’Abuso), ora si battono per aiutare altre donne nella medesima situazione, sia nelle carceri sia all’esterno. È il primo gruppo interamente iniziato e portato avanti da carcerate nella storia delle prigioni negli Stati Uniti. Anziché combattere un sistema che non comprende pienamente la complessità dell’abuso, le donne del CWAA hanno condotto una serie di iniziative per “educare” il sistema. Grazie a campagne di lettere informative, aiuto dei media e udienze al Senato, è nato un movimento che è riuscito a far modificare le leggi sull’abuso, arrivando a considerare le violenze subite come attenuante per la riduzione della pena. Il titolo del documentario viene dalle parole di Abramo Lincoln: «Commettere il peccato del silenzio quando dovremmo protestare, rende codardo l’uomo».

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