L’arca Noah, rifugio anti-uragani

MILANO – Si chiama New Orleans Arcology Habitat (Noah) e secondo i suoi progettisti (che hanno iniziato a pensare all’avveniristica costruzione dopo il passaggio di Katrina nel 2005), se venisse posizionata lungo le rive del Mississippi sarebbe in grado di proteggere i suoi abitanti dagli effetti devastanti di un uragano.

Noah è il nome che gli anglosassoni assegnano a Noè, il patriarca biblico che salvò tutte le specie animali dal diluvio universale, ma l’arcologia non ha a che fare con la mitica arca, essendo un neologismo (creato negli anni Sessanta dall’architetto italiano Paolo Soleri) composto dalle parole architettura ed ecologia. Il suo significato si riferisce dunque al concetto di un enorme edificio in grado di mantenere un’ecologia interna a fronte di una densità abitativa estremamente alta.

Il Noah è una futuristica struttura alta più di 350 metri con una superficie di oltre 9 milioni di metri quadrati, in grado di ospitare 40 mila persone. Al suo interno troverebbero posto ventimila appartamenti, tre hotel, scuole, negozi, uffici, giardini e casinò [!], ma anche un ospedale, speciali ascensori per il «pendolarismo verticale» e tapis roulant per i pedoni. Grazie alla sua forma triangolare e al fatto di essere costruita con speciali pannelli anti-uragano, la struttura della città galleggiante sarebbe in grado di lasciarsi attraversare dai fortissimi venti delle tempeste, limitandone gli effetti distruttivi e proteggendo la popolazione. [...]

Fonte: Il Corriere della Sera, Emanuela Di Pasqua – 4 marzo 2011

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