In 3 anni, le chiese cristiane spariranno dall’Iraq

È l’allarme lanciato da Porte Aperte, l’associazione al servizio dei cristiani perseguitati, a causa della drastica diminuzione dei cristiani in Iraq anche nei primi mesi del 2011. Nella lista dei paesi dove esiste la persecuzione, l’Iraq è tra le dieci nazioni al mondo in cui discriminano e perseguitano i cristiani.

“A causa delle violenze, degli assassini mirati, degli attacchi e delle minacce, molti cristiani hanno perso amici e parenti e sono così impauriti da vedersi obbligati a lasciare il paese per andare in Siria, Egitto, Libano, Giordania o in Europa, Stati Uniti e Australia”, ha affermato Steve, collaboratore di Porte Aperte sul campo. Nel 1991, i cristiani in Iraq erano circa 850.000. L’ultima stima fatta in questi mesi del 2011 parla di 200.000 cristiani.

“Se questo esodo non si ferma, l’Iraq non avrà più una chiesa in poco più di 3 anni”, ha continuato Steve allarmato. Francesca Paci, inviata in Medio Oriente di La Stampa, nel suo libro appena pubblicato “Dove muoiono i cristiani”, citando un islamologo egiziano afferma: “I cristiani erano lì prima dell’islam e hanno plasmato le società arabe. I chirurghi e i medici del califfo erano cristiani, figli della chiesa d’oriente, la più dinamica, quella che allora si spinse sino alla Mongolia…”.

Ma di fronte alle violenze, l’autrice si chiede: Quanto resisteranno ancora? “La comunità internazionale e il governo iracheno devono agire!… L’Iraq è molto probabilmente il luogo dove si trovava il Giardino dell’Eden e il paese da cui Abramo iniziò il suo viaggio e il suo ministero. Questo paese non può andare avanti senza una presenza cristiana. Preghiamo per i cristiani iracheni!”, ha concluso Steve.

Fonte: Porte Aperte

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