Per cosa, invece di perché

“E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.” Giovanni 1.14

È molto comune da parte nostra cercare spesso i perché della vita, quando invece dovremmo fermarci sui “per cosa”. Il glorioso testo sopra indicato, ci informa che il figlio di Dio abitò fra di noi. In quale modo Gesù scelse di vivere su questa terra?

Nato in una mangiatoia; come stile di vita, il dolore; come morte, morte di croce. Non solo, scelse degli uomini spregevoli su cui costruì la sua Chiesa ed oggi continua a scegliere anche noi in prosecuzione del Suo magnifico progetto.

1 Corinzi 1.28 “Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono”.

Lo scrittore Wurmbrand, una volta scrisse: “Spesse volte Dio permette che il mondo sia governato da personaggi atroci, mentre preserva per sé un piccolo gregge. I malvagi trionfano e i cristiani soffrono”. Sarà proprio da questo che sorgono i tanti perché della vita?
Non ci vanteremo mai di grandi conquiste in questo mondo, perché il regno di Dio è spirituale e non fisico.

Quindi: 1.Il grandioso figlio di Dio si è fatto carne, per cosa: per manifestare a noi la Sua gloria, “e noi abbiamo contemplato la sua gloria.” 2.Per le cose che ora non comprendiamo e che generano tanti perché, troviamo una risposta in Romani 8.18: “Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev’essere manifestata a nostro riguardo”. E ancora 2 corinzi 4.17 “Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria”.

E così, la prossima volta che ci viene da domandare il “perché” di certe cose, possiamo pensare al “per cosa.” Nella vita dei figli di Dio niente è per caso, c’è sempre un “per cosa”.

Dio vi benedica
Pastor Valmir Farinelli

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