Testimonianza di Moulaye Oumar

Beato l’uomo a cui la trasgressione è perdonata e il cui peccato è coperto! Beato l’uomo a cui l’Eterno non imputa l’iniquità e nel cui spirito non c’è inganno! Salmo 32:1,2

Il mio percorso: Moulaye Oumar cosi racconta.

Sono nato in una famiglia musulmana a Niamey, in Nige­ria; mio nonno era conosciuto come uno ‘sceriffo’ e disponeva di grandi poteri. Raggiunta l’età di vent’anni, incominciai a pormi seriamente delle domande sul mio avvenire eterno: Cosa ne sarà di me dopo la morte? Come posso fare per entrare in contatto con Dio?

Un giorno mi sono avvicinato a un prete cattolico e gli ho chiesto di procurarmi il “libro dei cristiani”. Sapendo che ero musulmano, la mia richiesta lo sorprese. Tuttavia, mi diede un Nuovo Testamento. Era il 4 settembre 1985. Per la prima volta avevo in mano un libro cristiano ed ero molto emozionato.Subito iniziai a leggere, incominciando dal Vangelo di Matteo; ma dopo aver letto il capitolo 5, parte del “sermone sul monte”, sospesi la lettura. In tutta la mia vita non avevo mai letto parole cosi belle e cosi profonde.

L’insegnamento era puro, emanava verità e santità. Mi colpivano i precetti riguardanti il perdono, la concupiscenza, e soprattutto 1′amore per i nemici. “Se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra”. Quelle paro­le sembravano uscire dalla bocca stessa di Dio. Ero sconvolto. Sapevo che nè io nè nessuno di quelli della mia comunità, anche i più religiosi, si atteneva a quei precetti. A partire da quel giorno, nacque nel mio cuore una certezza: nel Libro dei cristiani c’è la verità! Quel libro è veramente parola di Dio.”

Incontro con Gesù

Dovetti lasciare il mio paese per proseguire gli studi in una scuola di ingegneri in Costa d’Avorio. Seguendo i consigli di mio fratello, lasciai a casa il mio Nuovo Testamento e presi una copia del Corano. Ma non appena tornai in Nigeria per le vacanze, ripresi il Nuovo Testamento per terminare la mia ricerca.

Un giorno, mentre me ne stavo seduto da solo in un giardino pubblico, mi vidi passare davanti agli occhi tutta la mia vita, e in quel momento mi resi conto che essa era un fallimento totale. Vidi i miei numerosi peccati, la mia incapacità di migliorarmi e di fare il bene, la mia grande incertezza di fronte alla morte. Mi misi a piangere, e per la prima volta pregai Gesù Cristo e gli chiesi perdono. In quell’istante ebbi la certezza interiore che il mio grido era stato udito. Fui inondato da una pace e da una gioia indescrivibili. Sapevo di essere perdonato! Potevo dire di aver udito la voce stessa di Dio che mi prometteva la salvezza.

Ripresi a leggere la Bibbia, giorno e notte, e acquistai una conoscenza più profonda di Gesù, colui che aveva pronunciato quel sermone sul monte di Matteo 5. Lessi i racconti dei suoi miracoli, della sua morte e della sua risurrezione. Mi convinsi che Lui era davvero il Figlio di Dio.

Adesso, a tutti quelli che incontro, racconto che sono diventato cristiano, e lo faccio senza timore, senza vergogna, con una ferma convinzione. Da quel giorno la mia vita e cambiata radicalmente. Cammino con Gesù, nell’attesa del suo ritorno, non per essere giudicato, ma per essere rapito in cielo presso di Lui, nella gioia della sua presenza.”

Fonte: laparola.info, IL BUON SEME

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