Egitto, sviluppi preoccupanti

VERONA – I recenti cambiamenti nella politica egiziana non hanno modificato il clima d’intolleranza verso i cristiani, segnala l’ultimo bollettino informativo di Porte Aperte, l’organizzazione evangelica operativa a livello internazionale nel sostegno ai cristiani perseguitati. Il 7 maggio l’attacco a una comunità copta di Embada (Cairo) ha causato 12 morti e 200 feriti.

Rimosso Mubarak, le istanze dei giovani delle piazze sembrano restare inascoltate, mentre – afferma Porte Aperte – il potere militare e i Fratelli Mussulmani concordano oscure iniziative: è stato riaperto permanentemente il valico di Rafah con Gaza, ciò lascia presagire sviluppi di politica estera sfavorevoli a Israele; inoltre è stata data la possibilità di rientrare in Egitto a circa 2000 presunti terroristi mussulmani, ex-combattenti della guerra afgana contro i sovietici.

Estremisti mussulmani salafiti, dopo aver attaccato la comunità copta di Embada, armati di coltelli e bombe molotov hanno dato alle fiamme un altro edificio ecclesiastico, il custode è morto nell’incendio. La polizia è intervenuta solamente due ore dopo il grave atto persecutorio.

Resta remota anche la possibilità che sia modificata la “versione egiziana” della legge contro la blasfemia, usata come pretesto per condannare chi lascia l’islam. La conversione al cristianesimo può essere così considerata reato: Ashraf Thabet, un uomo di 45 anni, ha passato 132 giorni in cella d’isolamento per questo motivo, senza comparire mai in tribunale.

Fonte: Porte Aperte

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