Nella grazia il giudizio non fa paura

Migliaia di anni prima della morte di Cristo, scriveva il salmista: “Giudica me, O Signore” (Salmo 7:8). In molte nazioni dominate da un governo autoritario, i tribunali sono considerati esclusivamente come strumenti punitivi; ma nei paesi democratici, le persone si affidano spesso ai giudici per ottenere giustizia e riconoscimento dei propri diritti.

Davide aveva fiducia che il giudizio di Dio nei suoi confronti si concludesse con la sua giustificazione. Nel libro dell’Apocalisse, Giovanni parla del grido dei martiri che hanno sofferto per Gesù durante le persecuzioni del medioevo. “Fino a quando aspetterai, o Signore santo e veritiero, per fare giustizia e vendicare il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra?” (Apocalisse 6:10).

Avere Gesù come avvocato significa non avere nulla da temere, poiché l’Antico dei Giorni pronuncerà il giudizio in favore dei santi dell’Altissimo (Daniele 7:22). Il processo di salvezza del nostro mondo non si è esaurito al Golgota. Non possiamo godere appieno della salvezza mentre il mondo patisce le conseguenze del peccato e il suo autore è ancora vivo. Daniele afferma con chiarezza che i santi dell’Altissimo riceveranno il regno solo dopo il giudizio che precede l’avvento.

Il giudizio rappresenta una buona notizia perché non si concentra solo sull’individuo, ma dà importanza anche alla comunità dei credenti. La salvezza ci è offerta singolarmente, ma non saremo salvati da soli. Il regno di Dio è la casa di tutti i salvati e un luogo nel quale tutti potranno godere l’eterna comunione con Dio e con i fratelli.

Le persone dichiarano spesso di aver bisogno di Gesù, non delle dottrine. È vero che un codice di aride attestazioni filosofiche non può rispondere alle nostre esigenze quotidiane. È altrettanto vero però che non possiamo avere una comunione con Dio senza la Bibbia. Gesù disse: “Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me” (Giovanni 5:39).

Ogni brano della Scrittura ci parla del carattere santo e amorevole del nostro Salvatore; ogni versetto ci svela il piano della salvezza. Per capire il Vangelo, non abbiamo bisogno di studiare libri di teologia o di dottrine, basta studiare diligentemente la Parola di Dio.

Fonte: Francesco Zenzale, dalla newsletter Avventiste

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