Nigeria, ma i cristiani ricostruiranno

In Nigeria è in atto una sorta d’islamizzazione forzata della popolazione con ricorso alla violenza, all’espulsione indiscriminata di cristiani, al saccheggio selvaggio delle loro proprietà e attentati terribili a chiese e congregazioni.

I cristiani si vedono costretti a fuggire verso il sud o a rinchiudersi nelle loro case, mentre le congregazioni sospendono i servizi o chiudono, uccise dalle minacce di gruppi estremisti come i Boko Haram che ormai sono identificati come l’ala nigeriana di Al Qaeda.

La massiccia ondata di attentati del gruppo estremista e la sua aperta dichiarazione di jihad (guerra santa) per la conquista e la conversione all’islam dell’intera Nigeria scuote gli analisti internazionali consapevoli che quest’ala terroristica è determinata e che in gioco non vi è “solo” la Chiesa nigeriana e nemmeno “solo” la Nigeria stessa, bensì l’equilibrio di parte dell’Africa più popolosa.

Porte Aperte, l’organizzazione internazionale evangelica a sostegno dei cristiani perseguitati, supportata dalla solidarietà spirituale ma anche pratica dei cristiani che vivono in Paesi dove si può in libertà proclamare l’evangelo di Cristo, interviene costantemente nel mezzo di queste situazioni e dichiara: «Non nascondiamo che i tempi siano molto difficili e non possiamo neppure dipingere una realtà differente, ma oggi vogliamo soprattutto far sapere di una nuova azione di soccorso alla Chiesa nigeriana.

Abbiamo avviato una risposta massiccia agli attentati e alle distruzioni degli estremisti islamici. Infatti, oltre al supporto alle vittime (le vedove, gli orfani), oltre ai seminari di sostegno ai conduttori di chiese, alla distribuzione di aiuti socio-economici e di materiale cristiano, oltre a tutto questo, stiamo intraprendendo un piano di ricostruzione di almeno 228 chiese che sono state distrutte o danneggiate».

«È un progetto immediato e tangibile che risponde alle richieste dei cristiani locali e che si avvale della collaborazione di organizzazioni e congregazioni del Paese, in uno stile cooperativo che rende gli interventi più efficaci e rapidi».

Il progetto delle 228 chiese da ricostruire ha un nome, si chiama: “Aiuta la Chiesa a sopravvivere” e attende una risposta concreta anche da chi, come noi, liberi, vuole rispondere alle necessità espresse dai fratelli perseguitati.

Porteaperteitalia tramite Evangelici.net

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