Iraq, autobombe contro chiese, cristiani feriti

KIRKUK (Iraq) – Autobomba contro chiesa, quindici feriti in una chiesa siro-cattolica, che ha subito molti danni. Una seconda autobomba era pronta per colpire una chiesa evangelica.

La comunità cristiana irachena è «triste e sotto shock», perché gli attentatori hanno colpito «un luogo sacro» e preso di mira «persone innocenti». È quanto afferma ad AsiaNews mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, città nel nord dell’Iraq, teatro dell’ultimo attacco contro la minoranza religiosa a due giorni dall’inizio del Ramadan, il mese sacro dei musulmani, in cui si registra sempre un aumento negli attacchi. Questa mattina [1 agosto, ndr] alle 5.30 ora locale un’autobomba è esplosa davanti alla chiesa siro-cattolica, ferendo quindici persone. L’ordigno si trovava a bordo di una vettura, parcheggiata nei pressi della chiesa della Sacra Famiglia. La deflagrazione ha inoltre causato il danneggiamento del luogo di culto e di altre trenta abitazioni della zona, mentre un secondo ordigno era pronto a esplodere.

Fonti locali riferiscono che fra i feriti vi sarebbero anche il cristiano Mati Shaba, che versa in condizioni serie, padre Imad Yelda, uno dei sacerdoti responsabili della chiesa, ferito lievemente, un bimbo di appena venti giorni e alcuni abitanti del quartiere Shaterlo, nella zona a nord di Kirkuk, a maggioranza cristiana e turcomena. P. Imad Hanna, ferito nell’attacco, ha confermato che «è la prima volta che questa chiesa subisce un attacco terrorista». Lo scoppio ha distrutto le porte e parte dell’interno della chiesa, insieme a molte auto ed edifici delle zone circostanti.

In mattinata mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, ha visitato di persona i feriti negli ospedali, molti dei quali sono già tornati a casa. Interpellato da AsiaNews, il prelato racconta che «i cristiani sono tristi e sotto shock» perché l’obiettivo «è un luogo sacro» e sono state colpite «persone innocenti». Egli racconta di «molte auto bruciate» e di danni seri nella zona. Il dolore è ancora più grande, continua mons. Sako, perché l’attacco si è verificato «apposta in un momento sacro, di digiuno e preghiera, di conversione». «Siamo scioccati – conclude l’arcivescovo, perché i cristiani non sono parte del gioco politico» che ruota attorno alla città, ai centri di potere, agli interessi economici. «Noi siamo sempre per il bene, il dialogo, e abbiamo buoni rapporti con tutti».

Kirkuk, con i suoi 900 mila abitanti, da tempo è al centro di un conflitto etnico-politico fra arabi, turcomanni e curdi. Questi ultimi la vorrebbero annessa alla regione del Kurdistan, mentre arabi e turcomanni sostengono il legame con il governo centrale iracheno.

Fonti locali hanno riferito della scoperta di un secondo ordigno sempre all’interno di un’auto parcheggiata nei pressi della Chiesa evangelica presbiteriana, nella zona di al Mass, al centro di Kirkuk. L’ordigno era pronto a esplodere, ma è stato disinnescato. Il doppio attentato di oggi giunge a meno di un mese di distanza dalla costruzione della prima chiesa a Kirkuk, dopo l’invasione statunitense nel 2003 [...].

Fonte: D.S., AsiaNews il 2 agosto 2011 (tramite Evangelici.net)

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