Pakistan, inarrestabile tensione sociale

Il Pakistan vive probabilmente il periodo più buio della sua storia. Le zone colpite l’anno scorso dall’alluvione (con almeno duemila morti e, si stimano, venti milioni di persone colpite dalla calamità) di recente sono state battute da piogge torrenziali e l’allarme è scattato di nuovo. L’inarrestabile avanzata del fondamentalismo islamico poi, con i continui fenomeni di terrorismo, scuote le fondamenta instabili del governo di questo paese e apre le porte a un andirivieni di estremisti che giungono qui, tanto dall’Afghanistan quanto da altre parti del mondo, per trovare asilo e formazione.

Intanto il tessuto sociale di questa nazione che per il 97% è musulmana si arrocca sempre più dietro posizioni radicali e anacronistiche, con gravissimi fenomeni di discriminazione e di vera e propria persecuzione nei confronti delle minoranze, cristiani in testa. Per far capire quanto sia salita la tensione vi riportiamo la sintesi di un fatto accaduto pochi giorni fa.

Una studentessa di terza media…

…è stata espulsa dalla scuola e l’intera sua famiglia cacciata dal villaggio per un errore lessicale commesso dalla ragazza nel fare lo spelling di una parola in Urdu. In sostanza la ragazzina, il cui nome è Faryal Bhatti, ha sbagliato a pronunciare le lettere che compongono la parola “naat”, che sta a indicare il nome di un poema in onore del profeta Maometto: da questo semplice errore si è innescata una sorta di reazione a catena, partita dalla sua insegnante, passata poi al preside, ai mullah e alle autorità locali, giungendo a surreali accuse di apostasia contro la ragazzina, la sua famiglia e le altre famiglie di cristiani.

In questo paese l’odio nei confronti dei cristiani è operosamente alimentato dalle menti più radicali, che non perdono occasione per sobillare le folle ed erigere forche. Decisamente la situazione in Pakistan è drammaticamente seria.

Fonte: Porte Aperte

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