L’Angelo del carcere

“Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto questo a uno solo dei miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me.” Matteo 25,37-40

Nella cella, alla fine del corridoio, c’era spazio a malapena per un lettino, una scrivania ed una sedia pieghevole. Questa era la nuova casa di Antonia Brennero, una donna di un metro e 57 d’altezza, nata e cresciuta in una ricca famiglia della California, ma che aveva lasciato una vita privilegiata per vivere in una lugubre prigione messicana, solo per il desiderio di aiutare il prossimi.

I suoi vicini non erano più le stelle di Hollywood ma i detenuti: assassini, trafficanti di droga ecc. In pochi anni ha aiutato molte persone, anche finanziando le attività di recupero, aiutando le loro famiglie fino a guadagnarsi il soprannome di “angelo del carcere”.

L’unico messaggio che lasciava era questo: “Non tutto è perduto”. E’ vero, non tutto è perduto se c’è ancora qualcuno disposto a servire Dio aiutando il prossimo, chi ne ha bisogno.

Quando sei rinchiuso in un carcere ti mancano, soldi, posizione, famiglia, sembra che nessuno sia disposto ad ascoltare il tuo disperato grido di aiuto perché per la società stai giustamente scontando la tua pena, sembra che la solitudine sia tutto il tuo futuro…ma non temere, Cristo arriva dove nessuno può arrivare, il Suo amore penetra nei luoghi più oscuri e non viene mai meno, qualsiasi cosa tu abbia fatto, qualsiasi motivo ti abbia portato lì.

Egli ascolta ogni tua parola, asciuga ogni tua lacrima ed è pronto ad aprire una via dove nessuno la vede. Accetta-Lo nella tua vita e diventerai come Antonia: un raggio di sole nelle tenebre!

Dal Calendario Più che Vincitori

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