Morte o vita?

“Morte e vita sono in potere della lingua; chi l’ama ne mangerà i frutti.” – Proverbi 18:21

Oh quanto giudizio e critica in mezzo al popolo di Dio! Come siamo abituati a esprimere giudizio su tutto e tutti. Capisco che Dio ci ha dato la capacità di valutare, di essere oggettivi e razionali ma quando abbiamo accettato Gesù come nostro Signore e Salvatore le cose cambiano, o almeno dovrebbero.

Con il perdono dei nostri peccati abbiamo finalmente fatto pace con Dio e con noi stessi e nel contempo scopriamo un cammino di fede che è basato, tra altre cose, sulla rinuncia di quei modi di fare e dire che non sono d’accordo con la parola di Dio.

Gesù nel sermone sul monte (Matteo 7:1-5) ci invita “Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell’occhio tuo? O, come potrai tu dire a tuo fratello: “Lascia che io ti tolga dall’occhio la pagliuzza”, mentre la trave è nell’occhio tuo? Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello.” Ancora (v.12) “Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro;”.

Quando i farisei chiesero a Gesù quale fosse il più grande dei comandamento, Gesù rispose “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti.” (Matteo 22:37-40).

Nonostante tutti questi insegnamenti di Gesù cosa fanno i suoi discepoli? Giudicano!

Nel giudicare sto dicendo di essere migliore del mio prossimo (invece, la Bibbia ci invita a considerare il nostro prossimo più di noi stessi).
Nel giudicare sto disubbidendo ad un comandamento di Dio (e il peccato ci separa da Lui).
Nel giudicare do spazio al diavolo per creare ferite profonde e a volte difficile da guarire.
Nel giudicare chiamo lo stesso giudizio (della mia critica) sulla mia vita.
Nel giudicare dimostro la mia mancanza d’amore e di sopportazione gli uni verso gli altri.
Nel giudicare impedisco l’azione di Dio nella mia vita, nella mia famiglia e nella mia chiesa.
Nel giudicare non solo non entro nel regno di Dio ma sono anche un impedimento per il mio prossimo.

Giacomo 3 è scritto:
1 Fratelli miei, non siate in molti a far da maestri, sapendo che ne subiremo un più severo giudizio, 2 poiché manchiamo tutti in molte cose. Se uno non sbaglia nel parlare è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. 3 Se mettiamo il freno in bocca ai cavalli perché ci ubbidiscano, noi possiamo guidare anche tutto il loro corpo. 4 Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e siano spinte da venti impetuosi, sono guidate da un piccolo timone, dovunque vuole il timoniere. 5 Così anche la lingua è un piccolo membro, eppure si vanta di grandi cose. Osservate: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! 6 Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell’iniquità. Posta com’è fra le nostre membra, contamina tutto il corpo e, infiammata dalla geenna, dà fuoco al ciclo della vita. 7 Ogni specie di bestie, uccelli, rettili e animali marini si può domare, ed è stata domata dalla razza umana; 8 ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male continuo, è piena di veleno mortale. 9 Con essa benediciamo il Signore e Padre; e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio. 10 Dalla medesima bocca escono benedizioni e maledizioni. Fratelli miei, non dev’essere così. 11 La sorgente getta forse dalla medesima apertura il dolce e l’amaro? 12 Può forse, fratelli miei, un fico produrre olive, o una vite fichi? Neppure una sorgente salata può dare acqua dolce.

Quindi, la prossima volta prima di giudicare e criticare, pensi a tutto questo. Morte e vita sono in nostro potere!

Vinicius Farinelli

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