Cammin facendo…

Una parola ai giovani – La maggior parte di noi genitori, abbiamo trasmesso ai nostri figli un senso di felicità garantita, perché questo è sempre stato il nostro desiderio. Quando questi figli escono dal nido chiamato famiglia e hanno contatto con l’esterno di casa, scoprono che è un mondo tutto diverso, perché a casa incontravano l’amore, l’affetto e senso di protezione, invece la fuori incontrano sempre chi è pronto a sbranarli. Nello scoprire questo nuovo mondo e nel vedere che fuori non c’è più il papà, la mamma e i fratelli, soffrono.

La generazione Internet, sta dando alla luce tanti cervelloni. Sono ragazzi capaci di usare tutte le tecnologie, prodigarsi in un nuovo linguaggio non immaginato dai loro genitori, ma sono giovani completamente impreparati allo sforzo che la vita esige.

Questo scenario non può intimidire i figli di Dio, perché abbiamo un Padre Celeste che si prende cura di noi. Però, questo non vuol dire che possiamo stare a casa, sdraiati nel divano della vita, aspettando che tutto cada dal cielo; si deve affrontare la battaglia, PERCHE È CAMIN FACENDO CHE DIO VERRÀ IN NOSTRO AIUTO.

Anche in questo Gesù è stato di esempio, imparò in famiglia un mestiere, era falegname (non per caso se ne intendeva di legno) e quando arrivò il tempo del Suo ministero, uscì nelle sinagoghe, nelle piazze e nelle strade annunziando il Regno di Dio, giorno e notte.

Davide scrisse nel salmo 23, “Il Signore è mio Pastore e nulla mi mancherà”. Questo non significa che il Signore farà quello che è di nostra competenza. Desidera invece che tu ti possa appoggiare a Lui, realizzando delle conquiste di cui il Signore ha piacere di essere partecipe e CAMIN FACENDO CI AIUTERÀ CONVENIENTEMENTE. Davide stesso fu un guerriero, un grande conquistatore, fu un uomo che sperimentò il soccorso di Dio in mezzo a tante battaglie. È molto triste quando vediamo dei credenti insoddisfatti perché non hanno avuto certe risposte dal Signore, non comprendendo che il Signore non è nostro servo e nemmeno è responsabile di darci il superfluo, cioè quello che non è necessario alla nostra vita. Perdono ragazzi, se noi genitori non abbiamo detto tutto sulla realtà della vita. Dio è con voi.

Pastore Valmir Farinelli
Seattle, 09/11/2011

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