Porte Aperte – ONU, una buona notizia

L’Assemblea Generale ONU ha approvato una Risoluzione che mira a «Combattere l’intolleranza, gli stereotipi negativi, la stigmatizzazione, la discriminazione, l’incitamento alla violenza e la violenza contro le persone sulla base del credo religioso». Lo annuncia Porte Aperte/Open Doors International (l’organizzazione internazionale evangelica a sostegno della Chiesa perseguitata) che nel 2010 ha lanciato nel mondo la petizione “Free to believe” (liberi di credere) raccogliendo oltre 428 mila firme per fermare una Risoluzione contro la diffamazione delle religioni che rischiava di diventare uno strumento pericoloso in mano a regimi integralisti.

La nuova Risoluzione che mira a combattere l’intolleranza è stata approvata il 19 dicembre scorso, nella 66° sessione delle Nazioni Unite. «È – dichiara Porte Aperte – un altro risultato della nostra petizione internazionale Free to believe del 2010. Molti evangelici di molti Paesi avevano partecipato firmando i nostri moduli per dire “no” al concetto di diffamazione delle religioni, cioè “no” all’idea che si dovessero proteggere le religioni da critiche poiché di fatto tale idea diventava un’arma devastante nelle mani di Paesi dove si possono accusare le minoranze religiose (soprattutto i cristiani) di offendere la loro religione per il solo fatto di esistere o di non seguire i riti e le tradizioni locali.

«Per tutto il 2011 – spiega Porte Aperte – abbiamo continuato con perseveranza a operare attraverso una diplomazia silenziosa fatta di contatti e incontri con i diplomatici dei vari Stati che compongono l’ONU. In marzo, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite aveva approvato una Risoluzione simile, ma ora è l’Assemblea Generale, quindi l’organo in cui tutti i Paesi sono rappresentati (compresi dunque anche i Paesi musulmani), ad aver approvato questa Risoluzione». Una Risoluzione che punta l’obiettivo non sulle religioni o sulle credenze, ma sulle persone, cercando di garantirne la libertà religiosa. Ciò significa che l’ONU invita tutti gli Stati Membri a garantire a tutti gli esseri umani la libertà e il diritto di adottare una religione per scelta personale e di esprimere liberamente le proprie opinioni in merito, condannando inoltre ogni campagna d’odio religioso e riconoscendo che il dibattito pubblico d’idee differenti può essere uno dei sistemi di protezione migliori contro le intolleranze religiose.

Arie de Pater, delegato di Porte Aperte/Open Doors International che si è occupato da vicino di tutta la questione, ha dichiarato: «La campagna Free to believe è stata di fatto stata uno strumento essenziale per creare consapevolezza nell’opinione pubblica nazionale e internazionale sulle condizioni delle minoranze religiose e sull’importanza della libertà religiosa, incoraggiando le delegazioni degli Stati ONU a votare contro la pericolosa Risoluzione sulla diffamazione delle religioni [che era promossa dall'Organizzazione della consultazione islamica, ndr]. Festeggiamo questa nuova Risoluzione come un grande passo in avanti e ringraziamo ancora una volta tutti voi che ci sostenete anche partecipando alle nostre petizioni».

Più che comprensibile e condivisibile la soddisfazione di Porte Aperte/Open Doors International: libertà per noi consolidate, scontate, in altri Paesi rimangono per molti cristiani un miraggio. A breve Porte Aperte pubblicherà la nuova WWList, la lista dei paesi dove esiste la persecuzione contro i cristiani, un elenco documentato di quanto non sia affatto scontata la libertà religiosa in molte nazioni di questo mondo.

Per un approfondimento: http://bit.ly/vcDAtG
Fonte: evangelici.net
Foto: palazzo ONU tramite www.nove.firenze.it

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