L’elogio della Bibbia del premier Gb Cameron

«La Bibbia è un libro che ha forgiato non solo il nostro Paese, ma il mondo intero». Lo ha detto David Cameron, primo ministro del Regno Unito, nel suo intervento in occasione del quarto centenario della King James Bible (traduzione della Bibbia in inglese attribuita a Re Giacomo), recentemente celebrato nella cattedrale di Canterbury, riportato oggi sull’Osservatore Romano.

Il primo ministro britannico afferma che «è giusto riconoscere l’impatto di una traduzione della Bibbia che è, credo, una delle più grandi imprese di questo Paese». Si tratta quindi di «un libro importante per comprendere il nostro passato, e che continuerà ad avere un profondo impatto nel costruire il nostro futuro collettivo».

«La Bibbia di re Giacomo è rilevante oggi, così come lo è stata in ogni momento dei suoi quattrocento anni di vita», ha osservato Cameron, che ha illustrato tre motivi per cui nessuno «deve avere paura di riconoscerlo: “Essa ci ha consegnato in eredità una struttura di linguaggio che permea ogni aspetto della nostra cultura”; della Bibbia è impregnata anche “la nostra politica”, dai diritti umani alla democrazia parlamentare; e infine, perché “siamo un Paese cristiano”, nel senso che “la Bibbia ha aiutato a dare al nostro Paese una serie di valori e una morale che ne fanno ciò che è oggi, valori e morale che dobbiamo attivamente sostenere e difendere”».

Fonte: ASCA (asp/mau/bra), del 11 gennaio 2012 – tramite Evangelici.net
(nella foto: frontespizio della King James Bible del 1611)

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