Anche una famiglia evangelica sulla Costa Concordia

Tra i 4.229 passeggeri della nave da crociera Costa Concordia, tragicamente naufragata davanti all’isola del Giglio, vi era anche una famiglia avventista peruviana in vacanza. I tre componenti della famiglia Paredes sono sopravvissuti al naufragio avvenuto nella notte di venerdì 13 gennaio e, alcuni giorni dopo, erano già rientrati nel loro paese. Di passaggio in un hotel della capitale Lima, prima di rientrare a casa loro a Cuzco, i Parades sono stati intervistati dalla rete televisiva Atv. “Nel momento dell’impatto contro lo scoglio, eravamo nella nostra cabina a celebrare l’inizio del sabato”, ha spiegato la ventunenne Diana Paredes, unica figlia della famiglia, all’intervistatrice. “Per noi che siamo avventisti era importante stare insieme e leggere la Bibbia”, ha aggiunto.

La famiglia non si era unita agli altri passeggeri nel ristorante, ma le era stata servita la cena nella cabina, situata nella parte bassa della nave, dato che in quel momento “non partecipavamo alle altre attività perché era iniziato un giorno che per noi è sacro, il sabato”, ha ribadito papà Milton Paredes, ingegnere di 53 anni. Dopo un’ora dall’impatto, il caos si era diffuso nella nave. “La disperazione era totale e poi c’era chi parlava spagnolo, chi italiano, chi si agitava in tedesco…”, ha affermato Diana.

I tre non erano riusciti a portare con sé nulla dalla cabina ed erano finiti in mare avendo solo il vestito che indossavano, soffrendo il freddo finché non sono stati recuperati da una lancia di salvataggio. Alla domanda della giornalista se avevano pensato di morire Milton ha risposto: “Avevamo preso una decisione come famiglia: non ci saremmo separati per nessuna ragione. Se riuscivamo a raggiungere la costa, bene, altrimenti saremmo rimasti lì”.

Diana ha anche aiutato la mamma Edelmira che ha riportato la frattura di tre costole. Milton ricorda la generosità della gente dell’isola e degli alberghi che ha donato loro vestiti e altri generi di prima necessità, e mostrato calore, accoglienza e solidarietà. Alla domanda dell’intervistatrice se la fede lo aveva aiutato nel momento difficile, Milton Paredes ha risposto: “Certamente, che cosa sarei se non avessi questa forza spirituale, sarei disperato. Vedevo la gente che si disperava e si agitava, ma io ero tranquillo. … Con la mia famiglia abbiamo la certezza che se moriamo risusciteremo con Cristo nel giorno in cui ritornerà”.

Fonte: dalla newsletter Avventista, foto presa dal sito: greenme.it

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