La parola è per me

Mi aggancio un momento all’inizio del messaggio con cui Vinicius domenica ha esordito nel culto. Mi sono chiesta effettivamente se abbiamo avuto mai una relazione onesta con il nostro “Io”. Non è forse vero che spesso siamo propensi a credere che la parola predicata sia per uno anziché per un altro, e certo a noi non ci compete?

Certamente questa è una sensazione che agisce quasi benevolmente sul nostro pensiero carnale: ma la nostra coscienza cosa pensa? Magari mette in risalto tutte le volte che, angosciati dalle circostanze che la vita ogni giorno ci sbatte contro, rattristati da ipocrisie, critiche, incompatibilità, incomprensioni, magari con tutti questi fardelli, abbiamo pensato che non era il caso di recarci alla comune adunanza quel determinato giorno.

Abbiamo dedotto che nessuno poteva comprendere e fare niente per noi; ma poi, quasi per dare un “contentino” a quella coscienza di cui sopra, abbiamo pensato di prendere parte al culto, tanto non ci avrebbe fatto né male né bene, non si sarebbe capito nulla di ciò che avevamo dentro. Ma ad un certo punto, è arrivata!

Quella parola che in quella sera mi poteva scuotere forte per le spalle, che poteva dare sfogo ad un pianto liberatorio, che mi parlava dolcemente dicendomi: “è per te, Io voglio consolare stasera il tuo cuore, voglio farti capire che non ti ho mai lasciata un momento, qualsiasi cosa accada Io sono con te” è arrivata, era preparata per me! Che Dio meraviglioso abbiamo!

Quanta premura usa con noi, come è importante la parola che giunge a noi nel momento giusto e che Egli ha preparato dall’inizio dei tempi proprio per farsi conoscere e colloquiare con noi!. Di qui l’importanza di non prendere mai sottogamba l’invito del Signore nella Sua casa, perché quella parola, quella sera, può essere proprio “per me”.

AnnaMaria B.

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