La qualità del “frutto”

La qualità del “frutto” nella mia vita (le mie parole, azioni e attitudini) dipendono dal mio nutrimento spirituale. Il salmista lo descrive nel Salmo 1: la persona che trova “il suo diletto nella legge del Signore . . . sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione” (vv. 1-3). Anche Paolo scrive in Galati 5 che coloro che camminano nello Spirito sono contraddistinti da “amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo” (vv. 22-23).

Quando il ritmo delle mie giornate è scandito da una continua dipendenza da Dio, porto buon frutto, invece quando realizzo di non aver trascorso del tempo in silenzio davanti alla Parola di Dio, non c’è buon frutto, e lo noto se la mia prospettiva sulle circostanze si fa buia, oppure sono le mie parole o azioni a diventare poco gentili.

Mentre la continua dipendenza da Dio genera in me pazienza e gentilezza, e lo noto quando interagisco con gli altri, difatti mi viene più facile scegliere la gratitudine piuttosto che lamentarmi.

Colui che ci ha rivelato Se stesso è la fonte della forza, della saggezza, della gioia, della comprensione e della pace (Salmo 119:28, 98, 111, 144, 165). Lo Spirito di Dio vive nei Suoi figli, in modo che possa servirsi di loro.

Padre, grazie per la Tua Parola preziosa e vitale. Aiutaci ad essere fermamente radicati in essa. Fa che sia la fonte della nostra forza e del nostro incoraggiamento, ogni giorno.

Paolo N.

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