Giornate di preghiera per la Chiesa perseguitata
Venerdì 9 Novembre 2007
11 e 18 Novembre 2007
L’Alleanza Evangelica Mondiale ha indetto per queste domeniche due giornate di preghiera per la Chiesa perseguitata. Parecchie migliaia di chiese in tutto il mondo pregheranno per tutti i nostri fratelli che, per la nostra stessa fede, stanno pagando un prezzo molto alto. Porte Aperte si unisce di cuore a questa importante iniziativa con la piena convinzione che la preghiera sia la nostra arma più importante per sostenere i nostri fratelli. Per aiutare i gruppi che si raccoglieranno in preghiera quel giorno abbiamo preparato un pacchetto contenente informazioni e soggetti di preghiera.
Vivere per Cristo è India
L’India occupa il 2° posto nella nostra lista dei paesi dove i cristiani sono perseguitati Testimonianza (per ragioni di sicurezza i nomi delle persone e dei luoghi sono stati cambiati) In India abitano oltre 1 ,1 miliardi di persone. L’80% della popolazione è indù, il 3% è musulmano e il ,5% è cristiano. L’India non ha una religione di Stato e la Costituzione garantisce la libertà di religione.
Generalmente il governo centrale rispetta questa libertà religiosa, ma i 8 stati federati in cui l’ndia è divisa hanno la responsabilità di mantenere l’ordine e di salvaguardare l’osservanza delle leggi. La pratica ci mostra che i governi di questi stati sanciscono leggi che limitano la libertà religiosa.
Questo, per esempio, è avvenuto nello stato di Arunachal Pradesh nel nord dell’India. In questa zona abita il pastore Likha che attraversa tutto lo stato per parlare alla gente di Gesù Cristo. L’abbiamo incontrato ad uno dei corsi che impartiamo in India. “Senza la guida di Dio non c’è nessuna possibilità per i cristiani di questo paese”, dice. C’è molta opposizione da parte delle organizzazioni indù estremiste che sostengono l’ideologia “Hindutva”, e dell’organizzazione militante buddista. Gli abbiamo chiesto di raccontarci le sue esperienze.
“Dal 996 ho aderito al consiglio della chiesa battista. Dopo alcuni anni mi è stato chiesto di assistere all’inaugurazione di una chiesa a Puchugenko, una piccola città vicino alla frontiera cinese. Dopo il tramonto gli avversari hanno cominciato a lanciare sassi e a gridare slogan contro la chiesa. Con un piccolo gruppo di credenti mi trovavo all’interno; non eravamo preparati a un attacco del genere. Prima che potessimo reagire gli estremisti sono entrati. Erano armati con catene di biciclette con le quali hanno cominciato a colpirci. Siamo stati feriti e ci hanno ordinato di andarcene, in caso contrario sarebbero ritornati. Per tutta la notte abbiamo ringraziato Dio, perché le nostre vite erano state risparmiate.
U’altra volta mia moglie ed io stavamo tornando a casa. Avevamo predicato il Vangelo in una zona molto ostile. Il buio stava calando, perciò dovevamo fermarci a dormire in un albergo. Poco dopo mezzanotte siamo stati svegliati da grida e frastuono. Sapevo che eravamo in pericolo, perciò non ho voluto aprire la porta. Mia moglie tremava dalla paura a causa del baccano e l’unica via di scampo era la finestra. Ho pregato Dio di aiutarci e ho capito che dovevamo buttarci dalla finestra, altrimenti non saremmo sopravvissuti. E’ stato un salto di quasi otto metri e solo per miracolo non ci siamo fatti male. Siamo corsi al più presto all’ufficio di polizia per chiedere aiuto. I poliziotti sono intervenuti e hanno arrestato due uomini.
Dopo aver interrogato questi uomini, la polizia ci ha detto che due organizzazioni estremiste avevano mandato quattro uomini per assassinarci. I poliziotti ci hanno chiesto se volevamo sporgere denuncia, ma abbiamo rinunciato. Dio ci aveva protetti e invece di denunciare gli arrestati abbiamo preferito predicare loro il Vangelo. In seguito abbiamo sentito che uno di loro si è convertito e che ora frequenta i culti.
Sono stato testimone dell’amore e della protezione di Dio. Il Suo amore ci ha salvati da ogni situazione difficile e siamo felici di avere il privilegio di condividere il messaggio del Suo amore ai non cristiani intorno a noi. Le circostanze possono essere angoscianti, la strada può essere irta, ma finché ne sarò in grado non smetterò di diffondere il Vangelo”
Il linciaggio del pastore Walter Masih
“Il 29 aprile estremisti induisti del Vishwa Hindu Parishad (VHP) e del Bajrang Dal hanno picchiato gravemente il pastore Walter Massey dopo una riunione di culto tenuta in casa sua nel distretto di Jaipur. Joyce, la moglie di Massey, ha detto inizialmente che tre persone erano venute alla porta ed avevano avuto una conversazione con Massey, iniziando subito a picchiarlo. Altri uomini dal volto coperto si sono uniti all’attacco, lo hanno picchiato con mazze di legno e hanno sferrato calci al pastore quando questi è caduto a terra. La folla inferocita ha inoltre rotto sedie di plastica, utensili e mobili nell’appartamento. Era presente una troupe televisiva a filmare l’assalto, e molti canali televisivi nazionali hanno mandato in onda il servizio alle 4 di quel pomeriggio. Massey è stato ricoverato presso il Sawai Man Singh medical College Hospital di Jaipur. Un altro pastore locale, il Rev. Rakesh Malachi, ha raccontato al Times of India che l’attacco era stato pianificato e “abbiamo ricevuto informazioni su altri possibili attacchi a cristiani”. Il 30 aprile, la polizia ha arrestato cinque persone collegate all’attacco”.
Vedi il video:
