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Archivio di Gennaio 2008

La benedizione di DIO

Domenica 27 Gennaio 2008

Il capitolo 26 della Genesi ci racconta la storia di Isacco, quando Dio lo fa prosperare grandemente mentre abitava in una terra strana e molto ostile. Ubbidendo alla voce di Dio di stare in quella terra, di non andare in Egitto, anche se quella terra era molto arida, Dio le assicurò di benedirlo. Importante Da questo testo vorrei estrarre alcuni principi che ci aiuterà a ricevere

 

 Versetto 12 “Isacco seminò in quel paese e in quell’anno raccolse il centuplo; e l’Eterno lo benedisse”.

 

1. Il primo principio è qui rivelato: “Isacco seminò in quel paese”… 
 Non esiste raccolto senza seminatura. È  necessario seminare per raccogliere. Ci sono tante persone che aspettano cadere dal cielo tutto quello che desiderano senza mai seminare. Vogliono la benedizione ma non si muovono nella sua direzione. Dentro della comunità si vedi chiaramente questi esempi, ad ogni chiamata per fare qualcosa, c’è presenti quegli di sempre e sempre assenti gli stessi, ma quanto all’essere benedette, certo tutte lo vogliono. Seminiamo ed al suo tempo ripiglieremmo. 
Importante ricordare che questo principio – seminare per raccogliere – vale in tutti settori della vita; materiale, psicologico, familiare e molto specialmente per la vita di comunione con Dio.
Giacomo (4.8) scrisse: “Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi…” La salvezza, il favore impagabile di Dio, non  si può pagare e nemmeno Lui esige qualcosa da noi per concederla, però tutte le altre cose c’è un prezzo da pagare e un investimento da fare, certamente con ritorno garantito, anzi l’unico investimento in cui non si perde mai.

 

2. Il secondo principio qui rivelato: “… raccolse il centuplo”.
La misura o l’abbondanza della benedizione non dipende tanto da noi, come di una decisione di Dio, che  conosce quello che è un vero bene per noi.
Il contadino semina e aspetta che venga la pioggia e che nel germogliare i semi, la terra produca quanto aspetta. Importante allora è seminare ed aspettare, perché colui che ci ha promesso, agirà a suo tempo e produrrà quanto proposito.

 

3. Il terzo principio qui rivelato: v.14 ( parte a) “Egli venne a possedere greggi di pecore, mandrie di buoi e un gran numero di servi”.
Isaia 27, dal versetto 25, in un importante insegnamento, scopriamo che ci sono diversi tipi di semi e che per ognuna di loro ci sarà un modo diverso di lavorare, cosi come il tempo di maturazione dei semi sono anche diversi. Cosa intendo dire; che non si può pensare che tutte saremmo benedette in modo uguale o negli stessi tempi, Dio che è dinamico e non statico, agisce sovranamente conforme la Sua volontà. Tu credi cosi?

 

4. Il quarto principio qui rivelato: v. 14 (parte b) E così i filistei lo invidiarono.
Quando Dio ci benedici, dandoci abbondanza di qualcosa, ci sarà sempre una forza contraria per rubare i beni ricevute, non ti preoccupare il Signore è guarda fedele, e anche se per qualche motivi siamo stati rubati, se crediamo Dio può restituirci, perché Lui ha piacere che sfruttiamo le benedizioni concesse. Alleluia!!

 

5. Quinto principio qui rivelato. v 18 (a)  “E Isacco scavò di nuovo i pozzi di acqua…”
La perseveranza nell’aspettare il favore di Dio è una chiave importante. Scavare un pozzo non è cosa molto semplice. Isacco lo fece perché erano stati tappati dai nemici, però l’acqua era sempre lì, si doveva soltanto pulire. Il nemico riesci a otturare un pozzo di benedizione ma mai farlo scomparire, l’acqua sarà sempre li… abbondante.

 

6. Sesto principio qui rivelato: v. 18 (b) “… pozzi scavati al tempo di Abrahamo”
Esiste una eredità importante nel regno di Dio. È scritto in Esodo 20.6 “e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti”. Se i tuoi antenati non hanno seminato bene, in modo che oggi tu potessi raccogliere di quello che è stato piantato, allora la tua responsabilità è ancora più grande, perché devi far iniziare da te una buona seminatura in modo che i tuoi discendenti possano raccogliere bene.. “la miglior cosa è dare (piantare) che ricevere (raccogliere)”.

 

7. Settimo principio qui rivelato: v.25  “Allora egli costruì in quel luogo un altare e invocò il nome dell’Eterno, e vi piantò la sua tenda.”
Non dimenticare mai di essere grato a Dio per le cose che ci dà. Non essere come i nove lebbrosi che nonostante guariti non ritornare per dire grazie Signor!
Vedi la vita non esige cosi tanto. Per sopravivere basta queste quattro cose: L’aria per respirare, cibo e acqua per sostenere il corpo, tempo para riposo del corpo stanco e un luogo dove albergarsi e proteggersi. Tutte le altre cose sono prodotte dalla pubblicità che ci fa acquisire  sempre di più e vivere basato solo sul possedere, abbiamo sempre di più di quello che è veramente necessario. Vogliamo sempre una soddisfare il proprio ego. È un correre sempre dietro il vento.

 

Conclusione: V. 28 “Noi abbiamo chiaramente visto che l’Eterno è con te”.
Gli altri devolvono riconoscere che la benedizione di Dio è su di noi. Dio sarà sempre davanti a noi, per darci un buon raccolto.

 

Pr Valmir Farinelli

 


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