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10 mar
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“Nella valle di lacrime” – Conversione da Maometto a Cristo
8 mar
Mi chiamo Ibrahim e, per amor della sicurezza della mia famiglia, uso lo pseudonimo di Timothy Abraham. Sono un semplice egiziano dalla Regione del Delta. Fattorie mi circondavano da ogni parte insieme a ruscelli del lussurioso fiume Nilo che dà vita con la fertilità. Ricevetti una severa educazione islamica durante la mia infanzia, studiando nella scuola del villaggio, indirizzata all’insegnamento del Corano (al-Kutaab).
Mi insegnarono a temere Dio (Allah in arabo) che creò i cieli e la terra in sei giorni. Non c’era una sola ragione per dubitare di una religione che enfatizzava il temere Dio facendo buone opere e vivendo una vita morale. La recitazione del Corano aveva lo scopo di produrre un senso di tranquillità. Mi piaceva il circolo di adorazione sufi, perché adoravano la persona di Maometto. Questo era il gruppo di Abu-al-Azayem. Stavo ricercando una maggiore vicinanza all’onnipotente Allah.
“Il mio arresto mise fine alle azioni criminali che commettevo…” – Storia di Giovanni Migliore
6 mar
Mi chiamo Giovanni e voglio raccontarvi la meravigliosa esperienza del miracolo di salvezza che Cristo Gesù ha fatto nella mia vita.
Provengo da un quartiere popolare della città di Napoli. Sono nato in una famiglia numerosa con gravi problemi economici; non ho avuto un’infanzia felice e fin da ragazzo ho iniziato a vivere per strada intraprendendo la via della delinquenza. Cosa, questa, molto comune tra i ragazzi del mio quartiere che, come me, avevano una famiglia molto povera e disagiata, e che, regolarmente, non terminavano neanche la scuola dell’obbligo.
Il mio unico desiderio era quello di fare tanti soldi, pensando così di poter evadere da un contesto di degrado che mi arrecava tanta sofferenza.
L’estensione della grazia divina
5 mar
La grazia di Dio è a disposizione di tutti gratuitamente, indipendentemente dalle differenze etniche, sociali, razziali, di sesso, nazionali o tribali. Queste sono solo classificazioni umane. Cristo venne per distruggere barriere e divisioni che separano i suoi figli da Dio e fra di loro. Venne per riavvicinare l’umanità a Dio e per stabilire un nuovo ordine in cui i popoli vivano in pace e armonia quando scelgono di essere trasformati dalla sua grazia.
Dio non fa distinzione tra di noi, perché ci accetta così come siamo. “Qui non c’è greco o giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti” (Col 3:11). Questo significa che non c’è maschio o femmina, giudeo o gentile (o palestinese), zulu o xhosa, serbo o croato, hutu o tutsi, bianco o aborigeno, nero o bianco, ma tutti siamo uno davanti a Dio (Gal 3:28).
Abusi domestici, “rompere il silenzio”
4 mar
MILANO – “Dare voce a chi non ha voce – Rompere il silenzio”, giornata dedicata alle donne vittime di violenze domestiche, con un concorso internazionale di cortometraggi, tavole rotonde, serata di gala e premiazioni si svolge sabato 5 marzo presso lo Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto, 2) di Milano.
La giornata si tiene a latere e in chiusura del 4° Sabaoth International Film Festival (le proiezioni del festival sono in corso all’Apollo Spazio Cinema fino al 4 marzo) ed è realizzata con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano e il patrocinio del Comune di Milano, settore Cultura e della Provincia di Biella, assessorato alle Pari Opportunità.
Quello che realmente importa
3 mar
“Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua?…” – Matteo 16:26
Diversi anni fa un amico mio andò a visitare una mostra di quello che rimase dell’unico viaggio del Titanic, un triste ricordo. I visitatori ricevevano una replica del biglietto di viaggio con un nome di uno dei passeggeri o membri dell’equipaggio, che decade prima erano imbarcati per il viaggio della loro vita. Dopo che i visitatori vedevano set di argenteria e altri pezzi d’arte, il giro finiva in modo indimenticabile.
La potenza della preghiera
2 mar
“Non avete, perché non domandate” – Giacomo 4:2.
Vi porto un messaggio da Dio contenuto in cinque brevi parole. Eppure c’è così tanto in queste poche, semplici parole, da trasformare molte vite e trasformare operai inefficienti in strumenti potenti per il Signore.
Pronunciai queste cinque parole alcuni anni fa a una conferenza biblica a New York. Alcuni mesi dopo la conferenza, ricevei una lettera dall’uomo che aveva presieduto alla conferenza, uno dei ministri del vangelo più noti in America. Egli mi scrisse: “Non ho potuto allontanarmi dalle cinque parole di cui parlaste, esse sono state con me giorno e notte. Hanno trasformato le mie idee, trasformato i miei metodi, trasformato il mio ministero”. Quest’uomo da allora è stato quello che probabilmente è il pastore più noto tra tutte le chiese evangeliche del mondo. Confido che quelle parole possano discendere nel cuore di qualcuno di voi oggi come accadde per lui, e che nei futuri mesi e anni possano dire: “Non ho potuto allontanarmi da quelle cinque parole, esse sono state con me giorno e notte. Hanno trasformato le mie idee, i miei metodi, la mia vita, e il mio servizio per Dio”.
Troverete queste cinque parole in Giacomo 4:2, le ultime parole che concludono il verso: “Non avete, perché non domandate”.
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Chiamati da Dio
1 mar
“Il SIGNORE disse ad Abramo: «Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò;… »” – Genesi 12:1
Una delle persone più intelligente che conosco è un amico che è diventato un cristiano mentre studiava in una università statale. Si è laureato con lode ed è andato a studiare in una rinomata scuola. Dopo diversi anni di servizio come pastore in una piccola chiesa, accettò l’invito di un’altra piccola chiesa, lontano dalla famiglia e dagli amici.


