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Post con tag cristiani perseguitati
Da Porte Aperte dossier Egitto
7 feb
VERONA – Porte Aperte titola “Egitto: una prima volta per tutto – dossier”. Riportiamo integralmente il documento.
È la prima volta. Decisamente è la prima volta che accade qualcosa del genere, con queste proporzioni. Non è più “solo” una questione nordafricana, ora a tremare è tutto il Medio Oriente, tutto il mondo arabo.
L’Arabia Saudita sembra congelata col fiato sospeso, ma in realtà sfrutta le proprie influenze per cercare di stabilizzare la regione; lo Yemen “festeggia” il giorno della collera contro il presidente Saleh con migliaia di persone in piazza; il re Abdallah in Giordania è costretto dai manifestanti che chiedono riforme a cambiare il governo; Hezbollah in Libano mette a segno un duro colpo contro il premier Saad Hariri (notoriamente amico dell’occidente) e attende di svolgere di nuovo un ruolo di primo piano, con le solite istanze anti-americane e anti-israeliane; l’Iran getta benzina sul fuoco e lavora alacremente perché l’islam più radicale prenda il sopravvento nelle roccaforti sunnite, mentre più in là il Pakistan fa paura per la congenita instabilità.
Egitto, l’onda del contagio (aggiornato con galleria foto)
1 feb
VERONA – “Latente ingovernabilità”, così Porte Aperte, organizzazione evangelica a sostegno dei cristiani perseguitati, di fronte ai tumulti in Egitto, definisce la situazione in Medio Oriente e nel mondo musulmano in generale.
Giulio Meotti, giornalista de Il Foglio, il 26 gennaio si chiede: «Cosa subentrerà al vuoto dei regimi arabi? Chi guadagnerà da queste proteste? In Tunisia l’hanno chiamata “Intifada”, al Cairo per strada si urla “Allah Akhbar” e i Fratelli Musulmani (movimento islamico di tipo politico) ringraziano Allah per la “santa collera“, Hamas parla di una “vittoria della democrazia”. Cosa accadrà alle donne di Tunisia? L’ex presidente Habid Bourghiba aveva dato alle donne diritti senza uguali nel mondo islamico. Durerà questo modello? Che ne sarà di quel poco di modernizzazione e laicità? Queste rivoluzioni nascono certamente dal malcontento popolare verso i regimi, ma chi potrebbe approfittarne è l’islamizzazione».
70 Cristiani arrestati in Iran a causa del risveglio
24 gen
Secondo l’agenzia Voce dell’America, un funzionario iraniano accusa i gruppi evangelici protestanti di provocare un invasione culturale nel paese.
Gli iraniani hanno messo a punto delle misure contro i cristiani di origine musulmana. Oltre 70 cristiani sono stati arrestati dal periodo di Natale e le autorità iraniane stanno invadendo le chiese domiciliare.
Attentati a Baghdad, due cristiani uccisi
3 gen
Nigeria, Natale di sangue
28 dic
J
OS (Nigeria) – È salito a 41 morti il bilancio del Natale di sangue in Nigeria, dopo una serie di attentanti e attacchi alle chiese cristiane. Trentadue vittime si sono registrate la sera della vigilia in due diverse zone della città di Jos, dove sono esplosi almeno sette ordigni, uno dei quali aveva come obiettivo una chiesa. Nelle stesse ore, i membri di una setta islamica hanno attaccato tre chiese nella zona nord del paese, uccidendo sei persone e dando alle fiamme uno dei luoghi di culto.
Dossier Eritrea, ondate di arresti sugli evangelici
17 dic
VERONA – Situazione complessa in Eritrea perché i dati che Porte Aperte, l’organizzazione evangelica a sostegno dei cristiani perseguitati, raccoglie sono in continuo cambiamento e le stime di certo non vengono dalle autorità eritree, chiuse e assai poco propense alla collaborazione.
Le testimonianze di rilasci e di arresti arrivano a ondate. «Sono rilasci e arresti che – afferma PA – da un punto di vista strategico, hanno lo scopo di fiaccare, spezzare e ridurre in briciole la Chiesa in Eritrea. I malati gravi (credenti che magari hanno contratto malattie nelle terribili carceri del paese) vengono rilasciati e costretti agli arresti domiciliari; coloro che non hanno una posizione di leadership nella chiesa e firmano un particolare “accordo” con lo stato, a volte vengono rilasciati; i cristiani evangelici scoperti mentre stanno facendo il servizio militare nazionale sono incarcerati, subiscono specifiche “punizioni” e poi, a volte, vengono reinseriti nel servizio militare, dove a seconda del comandante che si ritrovano, possono subire angherie di ogni tipo o essere lasciati in pace; di altri semplicemente, specie i leader ma non solo loro, se ne perdono le tracce in carcere, ecco quindi che delineare un quadro con cifre precise del numero di credenti incarcerati è assai complicato».
Afghanistan, niente avvocato per i cristiani
16 dic
VERONA – Il caso è emblematico, specchio della situazione dei cristiani in questo paese. Un cristiano accusato di blasfemia, che in Afghanistan è punibile con la pena di morte, non ha ancora potuto vedere il suo avvocato perché le autorità impediscono a quest’ultimo di vedere il suo cliente.
Il cristiano in questione si chiama Said Musa ed è rappresentato da un avvocato che lavora per un’organizzazione, la Advocates international, che difende i diritti dei cristiani in quel paese. «Se un uomo non può scegliere la propria fede e non è libero di cambiarla sotto l’attuale ordine costituzionale afghano, come può questo governo considerarsi moralmente migliore dei talebani?» ha dichiarato l’avvocato.
Medio Oriente, escalation di violenza sui cristiani
3 nov
Dalla redazione – Riportiamo l’articolo con cui Andrea Tornielli, del quotidiano Il Giornale, denuncia l’escalation di violenze e massacri a danno dei cristiani.
“Il Corano ordina di imporre la religione con la spada e dà al musulmano il diritto di uccidere i cristiani con la guerra santa”. Lo aveva scritto nel suo intervento al Sinodo il vescovo libanese Raboula Antoine Beylouni, chiedendo agli islamici una riforma che contestualizzi certi passaggi coranici e ne impedisca l’uso violento.
Ancora una volta, purtroppo, quelle parole si sono trasformate in triste realtà, con l’eccidio nella chiesa siro-cattolica di Bagdad. Certo, si dirà, i fatti che accadono in Iraq e che vedono spesso vittime di una guerra intestina gli stessi musulmani sono provocati dall’instabilità e dall’ingovernabilità del Paese, divenuto sentina di ogni terrorismo ed estremismo. Ma colpisce che stiano aumentando, e proprio nei luoghi che hanno visto il cristianesimo nascere e convivere per secoli con altre religioni, i casi di fedeli cristiani assassinati soltanto perché la domenica hanno partecipato alla messa.
Algeria, peggiora la situazione dei cristiani
13 ott
La situazione per i cristiani in Algeria peggiora progressivamente. Un lento declino che preoccupa Porte Aperte, la missione evangelica impegnata a soccorrere i cristiani nel mondo.
Nel suo più recente notiziario Porte Aperte afferma: «Dal 2006 in poi registriamo l’approvazione di leggi visibilmente discriminatorie, frutto di malsani accordi tra le autorità e le ali più estremiste dell’islam».
Durante lo scorso ramadan è stata eseguita una serie di arresti mirati nei confronti della comunità cristiana. Porte Aperte ha notizia di due cristiani algerini: Salem Fellak e Hocine Hocini, due lavoratori nel settore edile che sono stati arrestati dalle autorità locali per il semplice fatto che nella loro pausa pranzo stavano mangiando durante il periodo di ramadan. Alcuni poliziotti li hanno visti mentre stavano consumando il loro pranzo all’interno di un’abitazione privata e inizialmente li hanno redarguiti verbalmente per il fatto di non rispettare il digiuno imposto dal ramadan; accortisi poi che si trattava di cristiani, li hanno genericamente accusati di insultare l’islam, arrestati e interrogati per ore ammonendoli e minacciandoli in vari modi.
Maldive, paradiso terrestre senza libertà di culto
20 ago
Afghanistan, uccisi otto medici di una ONG cristiana
10 ago
KABUL 7 agosto 2010 – Un gruppo di operatori medici della Ong cristiana International Assistence Mission (Iam) – sei americani, tra cui una donna, una britannica, una tedesca e due afghani – sono stati uccisi fra mercoledì e ieri nella provincia nord-orientale di Badakhshan quando erano in viaggio verso Kabul al termine di una missione in Nuristan, al confine col Pakistan.
Pakistan, cristiani linciati dopo l’assoluzione
29 lug
ISLAMABAD – Falsamente accusati di blasfemia anti-musulmana, processati, riconosciuti innocenti, ma poi assassinati uscendo dal tribunale. Torna la violenza contro la minoranza cristiana in Pakistan. È avvenuto ieri nella città di Faisalabad, dove i 100.000 cristiani vivono giornate di paura. «Questo è solo l’inizio di una nuova tornata di attacchi. Temiamo le folle sobillate dai gruppuscoli dell’estremismo islamico filo-talebano», dicono per telefono dall’arcivescovado cattolico.


