Il peccato dell’incredulità – C. H. Spurgeon

“Ma quel capitano aveva risposto all’uomo di Dio, e gli aveva detto: ‘Ecco, anche se il Signore facesse delle finestre in cielo, potrebbe mai avvenire una cosa simile?’ Ed Eliseo gli aveva detto: ‘Ebbene, lo vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai’” (2 Re 7:19).

Un uomo retto può essere un mezzo per la salvezza di migliaia di altre persone. I credenti sono “il sale della terra”, sono ciò che trattiene l’empietà (2 Tessalonicesi 2:6-7). Senza di essi, l’umanità verrebbe completamente distrutta. Nella città di Samaria viveva un uomo retto, di nome Eliseo, servo del Signore. La devozione era del tutto estinta alla corte, e il re era un peccatore della peggior specie: la sua iniquità era evidente e conosciuta. Ioram seguì le vie di suo padre Acab, e si fece dei falsi dèi. Il popolo di Samaria cadde come il suo sovrano; si allontanò dall’Eterno. Essi avevano dimenticato l’Iddio di Israele; non si ricordarono dell’avvertimento di Giacobbe, e nella loro empia idolatria si inchinarono davanti agli idoli dei pagani. Perciò, l’Eterno degli eserciti lasciò che i loro nemici li opprimessero fino a quando nelle strade di Samaria si fosse adempiuta la maledizione dell’Ebal: “La donna più delicata e raffinata … che non avrebbe osato posare la pianta del piede in terra, tanto si sentiva delicata e raffinata”, avrebbe guardato con occhio malvagio i suoi stessi figli e li avrebbe divorati a causa della fame alla quale sarebbero stati ridotti dal nemico (Deuteronomio 28:56). In questa situazione estrema un solo uomo retto fu il mezzo della salvezza. Il singolo granello di sale preservò l’intera città; quell’unico servitore di Dio fu il mezzo per la liberazione dell’intera moltitudine assediata.
Per amore di Eliseo il Signore il giorno successivo mandò la promessa che il cibo che non si sarebbe potuto ottenere ad alcun prezzo sarebbe stato venduto al prezzo più basso possibile proprio alle porte di Samaria. Possiamo immaginare la gioia del popolo quando il profeta pronunciò queste parole. Essi sapevano che egli era un profeta del Signore, che era sotto l’unzione, e che tutte le sue profezie passate si erano adempiute. Sapevano che era un uomo mandato da Dio, che proclamava il messaggio dell’Eterno. Certamente gli occhi del monarca devono aver brillato di gioia nell’apprendere la notizia, mentre la moltitudine affamata saltava di felicità al pensiero di essere così presto liberata dalla carestia, gridando: “domani, domani la nostra fame finirà, e mangeremo liberamente”.

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La Bibbia: mito o realtà?

(…) Proponiamo qui una testimonianza chiara della nostra fede.

Relativismo e pluralismo

Affermare che Gesù è l’unica via che porta a Dio, secondo quanto l’apostolo Giovanni (Gv 14:6) afferma nel suo Vangelo (citando una dichiarazione solenne di Gesù, N.d.T.) è inaccettabile per i pensatori post-moderni, i quali sono convinti che ogni gruppo religioso abbia le sue proprie credenze, i suoi propri percorsi spirituali, i suoi propri obiettivi, ma che nessuno di loro abbia accesso alla verità. Non esiste una verità, ma esistono piuttosto delle verità, dei modi diversi di concepire e di vivere la propria spiritualità.

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Come abbiamo ricevuto la Bibbia

Fin da quando Eva incontrò la marea di dubbio e di rinnegamento di Satana (Genesi 3:1-7), l’umanità ha continuato a dubitare della Parola di Dio. Purtroppo, Eva ebbe poco aiuto per superare i suoi ostacoli intellettuali nella piena fiducia nell’auto-rivelazione di Dio (Genesi 2:16-17).

Senz’altro, le Scritture hanno abbastanza contenuto per essere interrogate, dato che sono composte da 66 libri, 1189 capitoli, 31173 versetti, e più di 750000 parole. Quando apri la tua Bibbia per leggerla o studiarla, forse ti chiedi o ti sei chiesto nel passato, “Come possiamo essere sicuri che questa è la Parola di Dio?” Una domanda del genere non è del tutto sbagliata, soprattutto quando si cerca con una mente aperta (Atti 17:11).

Le Scritture sono aperte alle domande che uno studente sincero si pone.

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Qual è il significato della vita?

Come faccio a trovare lo scopo, l’appagamento e la soddisfazione nella vita? Avrò il potenziale per compiere qualcosa d’importanza durevole? Ci sono così tante persone che non si sono mai fermate a considerare quale sia il significato della vita. Costoro ripensano agli anni trascorsi e si chiedono perché le loro relazioni si siano disintegrate e perché si sentano così vuote, sebbene possano aver adempiuto quanto si erano prefisse di compiere.

A un giocatore di baseball che aveva sfondato nel tempio del baseball fu chiesto che cosa avrebbe desiderato che qualcuno gli avesse detto, quando aveva cominciato a giocare per la prima volta a baseball. Costui rispose: “Vorrei che qualcuno mi avesse detto che, quando si arriva in cima, lì non c’è niente”.

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Come identificare una setta

Esistono migliaia di religioni nel mondo e ovviamente non tutte sono giuste. Il proprio Gesù ha avvertito i suoi discepoli che sarebbero venuti falsi profeti usando il Suo nome, e insegnando menzogne, per deviare le persone della verità. Infatti:

“perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti” – Matteo 24.24.

L’apostolo Paolo ha parlato anche che esistono persone con una coscienza cauterizzata, che parlano menzogne, e che sono ispirati da spiriti ingannevoli:

Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, sviati dall’ipocrisia di uomini bugiardi, segnati da un marchio nella propria coscienza” – 1 Timoteo 4.1-2.

Noi chiamiamo di sette queste religioni. Non stiamo dicendo che tutti coloro che appartengono ad una setta sono disonesti o male intenzionati. Esistono molte persone sincere che sono caduti come vittime dai falsi profeti. Per evitare che anche questo accada con noi, dobbiamo essere capace di distinguere i segni caratteristici di una setta. E sono:
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Chi è Gesù?

Tutti sanno chi è Gesù, vero? Eppure, In questi giorni con grandi mezzi di comunicazione, esiste ancora molta ignoranza sulla Sua persona. Alcuni hanno definito Gesù “un radicale”; per altri è stato “un buon insegnante”; altri ancora lo chiamano “Signore”. Qualcuno non accetta il fatto che abbia sofferto; molti artisti lo hanno ritratto come un uomo debole.

In genere per sapere la verità, bisogna andare “alla fonte”. Continue reading

La Bibbia

1. La sua onestà

La Bibbia è molto onesta. Parla di Giacobbe, il padre del suo “popolo scelto”, come ingannatore. Descrive Mosè, che ha dato la legge, come un leader riluttante e insicuro di sé, e che, nel suo primo tentativo di aiutare il suo popolo, uccise un uomo e poi fuggì nel deserto. Racconta di Davide, non solo come re, generale e leader spirituale di Israele, ma anche come uno che ha preso la moglie di un altro e poi, per coprire il suo peccato, cospirò per far uccidere il marito. Ad un punto, le Scritture accusano il popolo di Dio, la nazione di Israele, di essere così malvagio che Sodoma e Gomorra sono bravi in confronto (Ezechiele 16:46-52). La Bibbia rappresenta la natura umana come ostile a Dio. Predice un futuro pieno di guai. Insegna che la via al cielo è stretta e che la via per l’inferno è larga. Le Scritture chiaramente non sono state scritte per quelli che vogliono risposte semplici, o un punto di vista facile e ottimista della religione e della natura umana.

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Cos’è la Bibbia?

Oltre al fatto che leggendola ti rendi conto che è la parola dell’amico più intimo e potente che tu abbia mai potuto conoscere, innanzitutto ti diciamo che essa è interessantissima. Essa è stata scritta da uomini ispirati da Dio in tempi diversi (circa 2000 anni); uomini di diverse professioni (pastori, tintori, finanzieri, soldati, sacerdoti, re, visionari del deserto, uomini di governo, medici e ancora altri) che hanno prodotto una sessantina tra storie, codici, raccolte di canti e poesie, profezie (che per almeno l’ottanta per cento si sono già avverate), racconti di esodi, censimenti e tragedie.

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