Il nostro servizio a Dio – Charles H. Spurgeon

“Servite l’Eterno con gioia” (Salmi 100:2).

Gioire nel servizio del Signore è un segno d’appartenenza. Quelli che servono Dio con un volto triste, perché trovano che fare ciò è sgradevole, non Lo stanno servendo affatto; essi portano le forme esteriori dell’adorazione, ma la vita è assente. Il nostro Dio non ha bisogno di schiavi presso il Suo trono; Egli è l’Iddio dell’impero dell’amore, e vuole che i Suoi servitori siano vestiti della livrea della gioia. Gli angeli di Dio Lo servono con canti, non con lamenti; il mormorio non si trova nelle loro lodi.
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Il peccato dell’incredulità – C. H. Spurgeon

“Ma quel capitano aveva risposto all’uomo di Dio, e gli aveva detto: ‘Ecco, anche se il Signore facesse delle finestre in cielo, potrebbe mai avvenire una cosa simile?’ Ed Eliseo gli aveva detto: ‘Ebbene, lo vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai’” (2 Re 7:19).

Un uomo retto può essere un mezzo per la salvezza di migliaia di altre persone. I credenti sono “il sale della terra”, sono ciò che trattiene l’empietà (2 Tessalonicesi 2:6-7). Senza di essi, l’umanità verrebbe completamente distrutta. Nella città di Samaria viveva un uomo retto, di nome Eliseo, servo del Signore. La devozione era del tutto estinta alla corte, e il re era un peccatore della peggior specie: la sua iniquità era evidente e conosciuta. Ioram seguì le vie di suo padre Acab, e si fece dei falsi dèi. Il popolo di Samaria cadde come il suo sovrano; si allontanò dall’Eterno. Essi avevano dimenticato l’Iddio di Israele; non si ricordarono dell’avvertimento di Giacobbe, e nella loro empia idolatria si inchinarono davanti agli idoli dei pagani. Perciò, l’Eterno degli eserciti lasciò che i loro nemici li opprimessero fino a quando nelle strade di Samaria si fosse adempiuta la maledizione dell’Ebal: “La donna più delicata e raffinata … che non avrebbe osato posare la pianta del piede in terra, tanto si sentiva delicata e raffinata”, avrebbe guardato con occhio malvagio i suoi stessi figli e li avrebbe divorati a causa della fame alla quale sarebbero stati ridotti dal nemico (Deuteronomio 28:56). In questa situazione estrema un solo uomo retto fu il mezzo della salvezza. Il singolo granello di sale preservò l’intera città; quell’unico servitore di Dio fu il mezzo per la liberazione dell’intera moltitudine assediata.
Per amore di Eliseo il Signore il giorno successivo mandò la promessa che il cibo che non si sarebbe potuto ottenere ad alcun prezzo sarebbe stato venduto al prezzo più basso possibile proprio alle porte di Samaria. Possiamo immaginare la gioia del popolo quando il profeta pronunciò queste parole. Essi sapevano che egli era un profeta del Signore, che era sotto l’unzione, e che tutte le sue profezie passate si erano adempiute. Sapevano che era un uomo mandato da Dio, che proclamava il messaggio dell’Eterno. Certamente gli occhi del monarca devono aver brillato di gioia nell’apprendere la notizia, mentre la moltitudine affamata saltava di felicità al pensiero di essere così presto liberata dalla carestia, gridando: “domani, domani la nostra fame finirà, e mangeremo liberamente”.

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Vincere sul peccato – Spurgeon

“Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati” (Romani 8:37). Noi andiamo a Cristo per ricevere misericordia, e troppo spesso guardiamo alla legge per ottenere forza per vincere i nostri peccati.

Paolo ci rimprovera così: “O Galati insensati! Chi vi ha ammaliati per non ubbidire alla verità, voi, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato ritratto crocifisso fra voi? Questo solo desidero sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito mediante le opere della legge o attraverso la predicazione della fede? Siete così insensati che, avendo cominciato nello Spirito, vorreste finire nella carne?” (Galati 3:1-3).

Porta i tuoi peccati alla croce di Cristo, poichè il vecchio uomo può solo esservi crocifisso: noi siamo crocifissi con Lui. L’unica arma con cui è possibile combattere il peccato è la lancia che forò il costato di Gesù.

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21 Frasi per riflettere

L’inizio dell’ansietà è la fine della fede; l’inizio della vera fede è la fine dell’ansietà. – George Müller

Se mi prendo cura del mio carattere, la mia reputazione si prenderà cura di se stessa. – D.L. Moody

Non la mia capacità, ma la risposta alle capacità di Dio è quello che conta. – Corrie ten Boom

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Il vero risveglio – C. H. Spurgeon

Come possiamo attenderci di ricevere una benedizione se siamo pigri nel richiederla? Come possiamo aspettarci una nuova Pentecoste se non c’incontriamo mai in un medesimo luogo per cercare il Signore? Fratelli, non vedremo mai un grande cambiamento, un marcato progresso spirituale nelle nostre chiese finché la riunione di preghiera non occuperà un posto primario nella considerazione dei cristiani.

Ora che siamo convenuti in questo luogo, come pregheremo? Non permettiamo che la preghiera degeneri nel formalismo altrimenti diventeremo morti mentre crediamo di vivere. Non lasciamo spazio all’incredulità perché pregheremo invano. Dio ci conceda di pregare con grande fede! Ora che abbiamo unito la lode alla preghiera come una deliziosa composizione di profumi adatti per presentarli sull’altare dell’incenso per mezzo di Cristo nostro Signore, non notificheremo anche alcune richieste speciali? Preghiamo per un mondiale risveglio della fede, ma che sia una manifestazione vera e genuina della potenza di Dio.

Il vero risveglio comincia è autentico e duraturo

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Quando ti senti senza forze – Spurgeon

“…mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi” (Romani 5:6).

Qui vediamo come Dio sia venuto incontro alla nostra incapacità attraverso l’interposizione del Signore Gesù. La nostra incapacità è assoluta. Non è scritto: “Mentre eravamo ancora un po’ deboli Cristo è morto per noi” oppure “Mentre avevamo solamente poca forza”; l’espressione è chiara ed inequivocabile: “Mentre eravamo ancora senza forza”. Non avevamo alcuna risorsa che potesse aiutarci ad ottenere salvezza; le parole del nostro Signore corrispondono esattamente alla realtà dei fatti: “Senza di me non potete fare nulla”. Vorrei essere ancora più esplicito ricordandovi con quale amore il Signore ci ha amati, persino “mentre eravamo morti nei nostri falli e nei nostri peccati”. Essere morti è molto peggio che essere privi di forza.

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