Carlo Nesti: “Cavani, la luce di Napoli”

Napoli è una città speciale. Se riesci a entrarle nel cuore, è capace di offrirti tutto, e a volte anche troppo. Come non ricordare il caso Maradona? Prima “divinità” laica del pallone. Poi emblema del vizio e dell’autodistruzione. Tutto nel giro di pochi anni, perché certi fuochi all’inizio scaldano, ma dopo bruciano.

E’ possibile, per chi diventa famoso, rimanere al di fuori delle lusinghe materiali? Quando il Napoli conquistò il primo scudetto, a guidarlo c’era un uomo scostante fino all’antipatia, ma saldo nei principi: Ottavio Bianchi. Con Maradona avrebbe vinto chiunque, direte voi. Tante partite sì. Un campionato non lo so.

Ora, laddove imperavano più le discoteche degli allenamenti, è arrivato un personaggio inconsueto. “Voi siete la luce del mondo… Nemmeno si accende una lucerna per metterla sotto il moggio; la si pone invece sul candelabro affinché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa” (Mt 5,14-15).

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