La follia di Dio

Lettere da Wumbrand – Un equilibrista sorregge sulla cima di una scopa diversi tavoli che barcollano, e allo stesso tempo suona un violino. Qualcuno del pubblico chinandosi dice all’amico: “Non ho capito perché sta suonando il violino in pubblico. Non è un musicista professionista.”

E’ questo il modo con cui molte persone giudicano i pensieri dei prigionieri cristiani da essi oppressi, distrutti e ridotti all’estremo da tortura fisica e psicologica.

Io ho testimoniato e condiviso le sofferenze di molti compagni di cella in una prigione sotterranea comunista. Ciò che più ci intrigava era il fatto di non riuscire ad ottenere dal cielo ciò che era ovvio sperare: un miglioramento, anche se piccolo, della nostra situazione; cibo per saziare la nostra fame, sollievo da tali crudeli torture … Non ottenevamo ciò che speravamo, perché – umanamente parlando – il cielo non è ragionevole.

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