Integrità & missione cristiana

Giuseppe Rizza - Una delle implicazioni principali dell’integrità cristiana è l’insostenibilità di qualunque dissonanza tra vita quotidiana e professione di fede, tra pensiero e pratica. Si tratta di un problema molto serio, antico ma che continua a riguardare ognuno di noi e che genera molte difficoltà e innumerevoli sensi di colpa. Merita senz’altro la nostra più attenta considerazione.

Mi aiuta a capire un brano del vangelo di Matteo (5,13-16) che presenta l’uso fatto da Gesù di due metafore molto note: il sale e la luce. Se i discepoli sono luce e sale, allora il mondo deve essere corrotto e tenebroso. L’uso ermeneutico della metafora dipende infatti dal contrasto implicito che crea. Gesù compara il mondo a un pezzo di carne (o di pesce) che, lasciato a se stesso si decompone, si imputridisce. L’uso prioritario del sale era (e in parte lo è ancora) quello di essere agente di conservazione. Poi Gesù compara il mondo a un luogo, una grande stanza senza luce. Buia. Qui le lampade devono essere accese, altrimenti si rischia molto, si fanno danni, si corre un serio pericolo. In poche parole, secondo Gesù, il mondo dove noi siamo è corrotto e buio. Qui si inizia. Questo è il dato di realtà.

Continue reading