Conoscere Dio

“Conosciamo il SIGNORE, sforziamoci di conoscerlo!” Osea 6:3a

Le parole del profeta Osea, pronunciata tanto tempo fa alla nazione di Israele, è così viva e presente anche per i nostri giorni! Ma come possiamo conoscere Dio? Sopratutto nei nostri giorni dove è crescente l’ateismo, l’universalismo e il relativismo. Dove l’uomo dimostra l’incapacità di arrivare a Dio, figuriamoci di conoscerlo.

A proposito di questo nel libro di 1 Corinzi 1:18-25 l’apostolo Paolo fa un paragone della sapienza del mondo e la sapienza di Dio:

“Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio; infatti sta scritto: «Io farò perire la sapienza dei saggi e annienterò l’intelligenza degli intelligenti».
Dov’è il sapiente? Dov’è lo scriba? Dov’è il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo? Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione. I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia;ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini.”

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Non esiste soltanto una data per amare, ma una sola ricetta si (I Corinzi 13)

Manca poco più di un mese al 14 febbraio, giorno della “festa degli innamorati” il cui protettore si dice sia san Valentino. Ma vi siete mai chiesti chi era Valentino?

Era il vescovo di Interamna, oggi Terni, vissuto nel terzo secolo in Umbria. Era famoso tanto come guaritore quanto come evangelizzatore. Oggi san Valentino, però, viene indicato come il protettore degli innamorati, poiché gli si attribuisce la risoluzione di una vicenda d’amore tra due giovani, Sabino e Serapia, una specie di precursori di Romeo e Giulietta. Valentino morì di una morte violenta poiché conobbe il martirio. Giunto a Roma per guarire non si sa bene chi, convertì al cristianesimo 3 discepoli del filosofo Cratone; incarcerato e torturato non rinnegò mai la sua fede e per questo fu condannato a morte per decapitazione. La sentenza venne eseguita il 14 febbraio del 273, sotto l’imperatore Aureliano. Quindi la storia della vita di Valentino ha poco a che fare con gli innamorati. San Valentino viene festeggiato il 14 febbraio poiché come ben sappiamo i martiri vengono ricordati nel giorno della loro morte, e in tale giorno coincide la festa degli innamorati. Perché?

Nell’antica Roma il 14 febbraio, guarda caso, si rendeva omaggio alla dea Februa (dea della fertilità, protettrice di unioni e maternità) e la si festeggiava facendo una specie di “lotteria dell’amore”: i nomi dei giovani uomini e delle giovani donne, che adoravano questa dea, venivano messi in un’urna e mescolati. Un bambino sceglieva a caso alcune coppie e queste vivevano in intimità fino a quando il rito della fertilità era concluso. Inoltre nell’Europa contadina il 14 febbraio indicava il ritorno degli uccelli al nido, il ciclo della vita che ricomincia e il ritorno dei pescatori dai mari del nord alle loro famiglie.

La festa di san Valentino venne istituita un paio di secoli dopo la sua morte, nel 496 quando papa Gelasio I decise di sostituire alla festa pagana della fertilità una ricorrenza ispirata al messaggio d’amore diffuso dall’opera di san Valentino che oggi è la tanto famosa “festa degli innamorati” ( festa che poi la stessa chiesa cattolica ha cercato di eliminare inserendo in questo giorno i nomi di altri santi).

Tutte le coppie, dalle più giovani alle meno giovani, affollano ristoranti e negozi al fine di comprare un regalo alla persona amata… e poi fiori… e poi baci perugina… Da qualche anno, per questa festa va di moda promettersi amore eterno appendendo un lucchetto (carico di promesse) ad un lampione, baciandosi e buttando via la chiave. Ma l’amore eterno che avete promesso è quell’amore che vi fa veramente amare il compagno/a anche quando non è amabile, con tutte le sue debolezze, limitazioni, rughe e mal di schiena? E’ quell’amore paziente, non orgoglioso, che non si adira, che non è egoista né permaloso? Beh, l’amore che diamo si aspetta sempre qualcosa in cambio dall’altra persona. Ma esiste un amore, il più profondo, che non ha chiesto nulla in cambio e che non si esprime con semplici emozioni ma con un atto di volontà.  E’ l’amore incondizionato e soprannaturale di Dio per noi, ricevuto nella morte del Signore Gesù sulla croce ad espiazione dei nostri peccati. Questo amore soprannaturale Egli lo vuole produrre in noi. In altre parole, se noi andiamo a Dio e riceviamo il Suo amore ameremo in modo diverso, ameremo veramente, profondamente, eternamente. Se imitiamo Cristo e camminiamo nell’amore con Lui allora si che ameremo con un amore puro, senza se, perché è un amore che non chiede nulla in cambio: ameremo come Dio ci ama.

Quindi vi chiederete: allora è giusto o sbagliato festeggiare il 14 febbraio? Beh, ricordarsi della persona amata non è sbagliato, ma proprio perché  dobbiamo amare con l’amore di Dio non possiamo ricordarci della persona che amiamo solo 14 febbraio.

by Melina Rapisarda

Fonte: Chiesa Evangelica di Catania 

I Corinzi 13

13:1 Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. 2 Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. 3 Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.
4 L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, 5 non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, 6 non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; 7 soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.
8 L’amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno; e la conoscenza verrà abolita; 9 poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; 10 ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. 11 Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. 12 Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.
13 Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l’amore.

Ringraziamo il Signore

Lo sposo di Anna Anderson è morto all’inizio del suo matrimonio, lasciando lei con tre figlie e un futuro difficile. Nonostante Anna essere diplomata come professoressa, le mancava i requisiti necessari per lavorare nelle scuole della regione in cui viveva. Per questa ragione, lavava e stirava i vestiti e, più tardi, puliva il pavimento di un grande negozio. Come afro-americana, molte volte la sua famiglia affrontò i pregiudizi e discriminazione razziale.

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Qual è il significato della vita?

Come faccio a trovare lo scopo, l’appagamento e la soddisfazione nella vita? Avrò il potenziale per compiere qualcosa d’importanza durevole? Ci sono così tante persone che non si sono mai fermate a considerare quale sia il significato della vita. Costoro ripensano agli anni trascorsi e si chiedono perché le loro relazioni si siano disintegrate e perché si sentano così vuote, sebbene possano aver adempiuto quanto si erano prefisse di compiere.

A un giocatore di baseball che aveva sfondato nel tempio del baseball fu chiesto che cosa avrebbe desiderato che qualcuno gli avesse detto, quando aveva cominciato a giocare per la prima volta a baseball. Costui rispose: “Vorrei che qualcuno mi avesse detto che, quando si arriva in cima, lì non c’è niente”.

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Frasi per riflettere (aggiornato)

Credenti ma coscienti: “Dio ci ha promesso di guidare, ma non di liberarci della responsabilità di pensare” – John Stott

“Arriva un tempo che è necessario abbandonare i vecchi vestiti… quelli che già hanno la forma del nostro corpo… e dimenticare i nostri cammini che ci portano sempre negli stessi posti… è il tempo della attraversata… e se non avremo il coraggio di farlo… saremmo rimasti… per sempre… al margini di noi stessi” – Fernando Pessoa

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Immagine del giorno

Oggi vi facciamo vedere una bella immagine con un importante verso del libro di Geremia:

Così dice il SIGNORE: “Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; voi troverete riposo alle anime vostre!” – Geremia 6:16