105 mila cristiani uccisi nel 2012

MILANO – «Nel 2012 sono stati uccisi per la loro fede 105 mila cristiani: questo significa un morto ogni cinque minuti. Le proporzioni, dunque, sono spaventose». Lo ha affermato ai microfoni della Radio Vaticana il coordinatore dell’Osservatorio della libertà religiosa in Italia, professor Massimo Introvigne, che commenta i dati del Centro “David Barret” degli Stati Uniti rilevando che «i 105 mila morti all’anno non sono tutti martiri nel senso teologico del termine».

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Egitto, sviluppi preoccupanti

VERONA – I recenti cambiamenti nella politica egiziana non hanno modificato il clima d’intolleranza verso i cristiani, segnala l’ultimo bollettino informativo di Porte Aperte, l’organizzazione evangelica operativa a livello internazionale nel sostegno ai cristiani perseguitati. Il 7 maggio l’attacco a una comunità copta di Embada (Cairo) ha causato 12 morti e 200 feriti.

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Attentati a Baghdad, due cristiani uccisi

BAGHDAD (Iraq) – Almeno due cristiani sono stati uccisi e altre dodici persone sono rimaste ferite questa sera [30 dicembre 2010] in sei attentati commessi in meno di due ore contro abitazioni di proprietà di cristiani a Baghdad. Lo ha annunciato un responsabile del ministero dell’Interno iracheno.

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Nigeria, Natale di sangue

JOS (Nigeria) – È salito a 41 morti il bilancio del Natale di sangue in Nigeria, dopo una serie di attentanti e attacchi alle chiese cristiane. Trentadue vittime si sono registrate la sera della vigilia in due diverse zone della città di Jos, dove sono esplosi almeno sette ordigni, uno dei quali aveva come obiettivo una chiesa. Nelle stesse ore, i membri di una setta islamica hanno attaccato tre chiese nella zona nord del paese, uccidendo sei persone e dando alle fiamme uno dei luoghi di culto.

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Dossier Eritrea, ondate di arresti sugli evangelici

VERONA – Situazione complessa in Eritrea perché i dati che Porte Aperte, l’organizzazione evangelica a sostegno dei cristiani perseguitati, raccoglie sono in continuo cambiamento e le stime di certo non vengono dalle autorità eritree, chiuse e assai poco propense alla collaborazione.

Le testimonianze di rilasci e di arresti arrivano a ondate. «Sono rilasci e arresti che – afferma PA – da un punto di vista strategico, hanno lo scopo di fiaccare, spezzare e ridurre in briciole la Chiesa in Eritrea. I malati gravi (credenti che magari hanno contratto malattie nelle terribili carceri del paese) vengono rilasciati e costretti agli arresti domiciliari; coloro che non hanno una posizione di leadership nella chiesa e firmano un particolare “accordo” con lo stato, a volte vengono rilasciati; i cristiani evangelici scoperti mentre stanno facendo il servizio militare nazionale sono incarcerati, subiscono specifiche “punizioni” e poi, a volte, vengono reinseriti nel servizio militare, dove a seconda del comandante che si ritrovano, possono subire angherie di ogni tipo o essere lasciati in pace; di altri semplicemente, specie i leader ma non solo loro, se ne perdono le tracce in carcere, ecco quindi che delineare un quadro con cifre precise del numero di credenti incarcerati è assai complicato».

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Afghanistan, niente avvocato per i cristiani

VERONA – Il caso è emblematico, specchio della situazione dei cristiani in questo paese. Un cristiano accusato di blasfemia, che in Afghanistan è punibile con la pena di morte, non ha ancora potuto vedere il suo avvocato perché le autorità impediscono a quest’ultimo di vedere il suo cliente.

Il cristiano in questione si chiama Said Musa ed è rappresentato da un avvocato che lavora per un’organizzazione, la Advocates international, che difende i diritti dei cristiani in quel paese. «Se un uomo non può scegliere la propria fede e non è libero di cambiarla sotto l’attuale ordine costituzionale afghano, come può questo governo considerarsi moralmente migliore dei talebani?» ha dichiarato l’avvocato.

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Medio Oriente, escalation di violenza sui cristiani

Dalla redazione – Riportiamo l’articolo con cui Andrea Tornielli, del quotidiano Il Giornale, denuncia l’escalation di violenze e massacri a danno dei cristiani. :-(

“Il Corano ordina di imporre la religione con la spada e dà al musulmano il diritto di uccidere i cristiani con la guerra santa”. Lo aveva scritto nel suo intervento al Sinodo il vescovo libanese Raboula Antoine Beylouni, chiedendo agli islamici una riforma che contestualizzi certi passaggi coranici e ne impedisca l’uso violento.

Ancora una volta, purtroppo, quelle parole si sono trasformate in triste realtà, con l’eccidio nella chiesa siro-cattolica di Bagdad. Certo, si dirà, i fatti che accadono in Iraq e che vedono spesso vittime di una guerra intestina gli stessi musulmani sono provocati dall’instabilità e dall’ingovernabilità del Paese, divenuto sentina di ogni terrorismo ed estremismo. Ma colpisce che stiano aumentando, e proprio nei luoghi che hanno visto il cristianesimo nascere e convivere per secoli con altre religioni, i casi di fedeli cristiani assassinati soltanto perché la domenica hanno partecipato alla messa.

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